“Feeling no feelings”: fenomenologia del Punk e Post Punk all’Unisa

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Ancor più che un genere musicale o una corrente frutto delle “sottoculture” è un’attitudine l’esser punk (1977). È una “categoria dell’essere”. È una sfida costante ed inesorabile. Perché punk è carne viva. È cuore pulsante ed esploso di sangue. È provocazione ed assalto frontale. Punk vuol dire una generazione che prende possesso di sé e decide di farne ciò che vuole. Compreso autodistruggersi o spingersi verso rizomatici processi creativi. Il punk nel suo divenire sarà altresì un motore “generatore” e nella sua linea definita “post-punk” (1978-1984) troviamo una miriade espansa di suoni ed ulteriori sfide incisive ed epocali. Sappiamo bene che parlar di punk e di post-punk significa entrare nel dinamico di una materia incandescente e pulsante. E noi lo vogliamo fare, ancora una volta, amalgamando differenti territori disciplinari (le scienze sociali, la mediologia, gli studi letterari, linguistici e stilistici).

Da tutto questo (e da molto altro) nasce questa due giorni per raccontare il punk e il post-punk. Il convegno (promosso da Unknown Pleasures. Seminario permanente sull’immaginario in collaborazione con l’Associazione Linguisticamente) prende orizzonte da una grande passione e vuol ricostruire non soltanto le radici fondative e l’eversiva progettualità musicale ed artistica del punk e del post-punk, ma ne vuol raccontare anche l’immaginario emozionale, culturale, generazionale. Disegnandone i contorni, le trame, le storie, le sfumature ed i modelli espressivi di chi volle cantare al mondo la voracità della propria contraddizione. Tra bellezza ed inquietudine, tra desiderio e rifiuto, tra energia e decadenza, tra “Feeling” e “no feelings”.

Progetto Unknown Pleasures

Alfonso Amendola

“A partire dalla suggestione di un disco centrale nella storia della musica del secondo Novecento (e opera di svolta per comprendere tutta la sonorità “a venire”) il nostro progetto – nato dalla sintonia di due tracce didattiche (Sociologia degli audiovisivi sperimentali e Lingua inglese dell’Ateneo di Salerno) – è un percorso di seminari (convegni, tavole rotonde, giornate di studio) ma anche il “racconto” – l’ascolto e la visione – delle principali trame dell’immaginario contemporaneo.

Il nostro progetto si muove seguendo una natura bifronte. Da un lato la mediologia ed i consumi di massa e dall’altro la linguistica, l’analisi testuale e gli studi di traduzione. La priorità di Unknown Pleasures è di natura rigorosamente accademica, ma al contempo non vuol assentarsi dal dialogo verso il territorio, verso i fermenti vivi del nostro presente e verso gli sguardi dischiusi al “novus”.

Edgar Morin, parlando dei processi educativi per comprendere il futuro, ha sottolineato che “vi è un’inadeguatezza sempre più ampia, profonda e grave tra, da una parte, i nostri saperi disgiunti, frazionati, compartimentati e, dall’altra, realtà o problemi sempre più polidisciplinari, trasversali, multidimensionali, transnazionali, globali e planetari” (Morin 2001: 35).

Il nostro obiettivo non è certo quello di colmare uno iato così impegnativo e complesso (non abbiamo né la forza né l’ambizione) bensì il nostro desiderio è quello di lavorare all’interno di una traccia che tenta di unire le settorialità della ricerca con le aperture innovative del nostro tempo. E parallelamente proporre strumenti d’indagine “stratificati” e metodologie innovative (tra linguistica testuale e sociologia dei processi comunicativi) per capire autori, poetiche, movimenti, prassi dell’immaginario contemporaneo. Tutto questo a partire da passioni condivise.

 Linda Barone

Il viaggio di Unknown Pleasures ha avuto inizio nel novembre 2014 quando all’ateneo di Salerno si è svolta la giornata di studio And Nothing has Changed, Everything has Changed. 50 Years of David Bowie (Just a Mortal with Potential of a Superman)” dedicata alla figura dell’artista inglese e dalla quale è nato il volume Far Above the World. David Bowie tra consumi culturali e analisi del discorso, pubblicato nella collana The Searchers, Areablu Edizioni nel giugno 2017. Nel 2015 il viaggio di Unknown Pleasures è proseguito con un convegno internazionale di tre giorni su Edgar Allan Poe, “Over Many a Quaint and Curious Volume of (not) Forgotten Lore.

Edgar Allan Poe across Disciplines, Genres and Languages” aperto, ancora una volta, a differenti statuti teorici e tensioni disciplinari: dal cognitivismo alla narratologia, dalla sociologia alla linguistica, dalla psicoanalisi alla traduzione. Tra gli ospiti del convegno, abbiamo avuto l’onore di ospitare, tra gli altri, Alberto Abruzzese, Peter Stockwell e il musicista fondatore dei The Police, Stewart Copeland. Anche da questo evento è nato un volume, Edgar Allan Poe across Disciplines, Genres and Languages, pubblicato dalla casa editrice inglese Cambridge Scholars Publishing alla fine del 2017.

Nel marzo 2017, infine, il viaggio di UP ci ha portati nell’affascinante modo della serialità televisiva contemporanea. Il convegno internazionale “To Be Continued… Seriality across Narrations, Languages and Mass Consumption” ha affrontato la serialità come processo di trasformazione socio-comunicativa, linguistica e di genere/i attraverso dinamiche di ricezione, interazione e traduzione, ‘rapporto autorialità vs consumo di massa’, ‘testi cumulativi’, multimodalità ed intertestualità. Tra le serie prese in esame, Black Mirror, Downton Abbey, Game of Thrones, Gomorra, Orange is the New Black, Stranger Things, Vikings, The Young Pope, Westworld e, grazie alla presenza di due studiosi di fama internazionale, Jordi Balló e Douglas Lanier, ci siamo soffermati sulla centralità di William Shakespeare nell’immaginario seriale contemporaneo. Anche in questo caso le relazioni verranno raccolte in un volume pubblicato dalla Cambridge Scholars la cui uscita è prevista per la fine del 2018.”

 

 

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