10 anni di dolori al petto, ecco cosa scopre

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Un dolore inizialmente sopportabile che si faceva via via sempre più evidente. Ma ciò che faceva più insospettire i medici era la sua durata: non si trattava di qualche giorno, né di qualche mese ma di ben dieci anni. A tutto ciò si stava aggiungendo un altro sintomo, che non faceva altro che provocare ulteriore preoccupazione: una protuberanza dolorosa all’altezza dell’addome. Va da sé che con segnali simili si pensa subito al peggio. Ma dopo dieci anni finalmente i medici scoprono la verità. E, ancora una volta, si tratta dell’ennesimo caso di malasanità. Ecco i dettagli della vicenda.

La scoperta
Per dieci anni hanno tutti brancolato nel buio. Il dolore al petto non sembrava correlato a problematiche fisiche o cardiache. Ma quando la protuberanza ha raggiunto la dimensione di un certo rilievo è venuta fuori – finalmente – la verità. Il pover’uomo, dell’età di 46 anni, ha tenuto dentro di sé – per tutti questi anni – una garza nel petto. Residuo di un’operazione per l’impianto del pacemaker avvenuta all’ospedale di Massa nel 2007.

Richiesta di danni
Dieci anni di dolore e preoccupazione a causa di un errore medico. Anni di sofferenza che si sarebbero potuti evitare, se i medici avessero eseguito l’operazione con tutti i crismi del caso. È indubbio che in casi come questo la rabbia prevale e l’unico desiderio che si ha nel cuore è quello di ottenere giustizia. E proprio per questo motivo che il paziente ha deciso di chiedere i danni all’ospedale, e – in qualche modo – riavere indietro quel piccolo tassello della sua vita che ha perso a causa di un errore medico.

Avvio dell’inchiesta
Il caso ha fatto scalpore anche presso il Consiglio regionale della Toscana, con un intervento di Maurizio Marchetti, capogruppo di Forza Italia. È stato lui ha richiedere l’avvio di un’inchiesta presso la struttura sanitaria coinvolta. «A colpirmi è certo l’errore compiuto in fase operatoria e che ha messo a grave rischio la salute del paziente, ma più ancora le sue continue richieste d’aiuto per quella protuberanza dolorosa che negli anni gli si era formata sul petto, all’altezza del cuore, e che nessuno a quanto pare ha voluto prendere in seria considerazione effettuando le necessarie verifiche diagnostiche in un paziente cardiopatico», ha dichiarato Marchetti ad Adnkronos.

Un’aberrazione?
«Si è dovuto attendere l’esaurimento del generatore, e la conseguente presa in carico del paziente da parte della Fondazione Monasterio di Pisa per la sua sostituzione perché venisse rinvenuto l’oggetto causa di tanto malessere. Trovo tutto questo un’aberrazione, spia di un sistema sanitario stressato che colloca la persona ai margini, anziché al centro come dovrebbe essere», continua Marchetti. «Che adesso il paziente intenda chiedere ristoro per il danno subito è naturale e legittimo. Noi invece chiediamo alla Regione che si attivi un’inchiesta interna per capire chi, come e in quali circostanze non abbia posto la debita attenzione rispetto al disagio lamentato dal paziente, onde verificare se e quando si sarebbe potuto individuare il corpo estraneo, risparmiando rischi e malesseri al paziente già provato», conclude il capogruppo azzurro.

Fonte Diariodelweb.it

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