«M’implorava di lasciarlo io lo colpivo col coltello», il racconto choc di Karol Lapenta

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“Per favore lasciami”, sono state queste le ultime parole pronunciate dal 18enne Antonio Pascuzzo prima di morire, dopo essere stato accoltellato, dal 19enne Karol Lapenta per impossessarsi di 50 grammi di marijuana.

Antonio e Karol, vittima e carnefice, sono tutti due di Buonabitacolo, e Karol ha ucciso il suo quasi coetaneo la sera del 6 aprile con 5 coltellate. Karol ora è in carcere accusato di omicidio pluriaggravato. Questo è quanto è venuto fuori nel corso dell’interrogatorio che si è tenuto durante l’udienza di convalida del fermo lo scorso 17 aprile davanti al GIP del Tribunale di Lagonegro Vincenzo Saladino.

“A un certo punto – racconta l’apprendista macellaio di origine polacche come si legge da Il Mattino– Perù (il soprannome dato a Pascuzzo) ha appoggiato lo stupefacente vicino alle tavole che chiudono uno degli accessi al capannone e in quel momento mi ha guardato aspettando che io gli dessi il denaro. A quel punto, senza dirgli nulla l’ho colpito con il coltello che avevo nella mano destra che non avevo fatto vedere al Perù”.

Lapenta racconta anche i particolari dell’omicidio.

“Dopo averlo colpito si è accasciato a terra e gli ho dato un calcio in testa. Non so perché. Ricordo di avergli dato due coltellate, le altre non le ricordo. L’ho trascinato per le braccia fino al greto del torrente distante circa 15 metri e l’ho fatto rotolare giù. Ero andato sul luogo con l’intenzione di fare quello che ho fatto per avere la droga senza pagarlo, ho preso il coltello in macelleria e l’ho fatto”.

L’assassinio è avvenuto il 6 aprile, il venerdì della scomparsa di Pascuzzo, il corpo è stato ritrovato il 14 aprile.

“Non ho detto a nessuno quello che ho fatto, e sul posto sono ritornato il sabato mattina, quello del ritrovamento, per sincerarmi che il suo corpo stesse ancora lì dove lo avevo fatto rotolare”.

Su Lapenta è stata disposta dalla Procura la perizia psichiatrica.

Il suo avvocato, Michele Di Iesu, ha nominato un perito di parte, così come l’avvocato Maria Pia Spinelli che tutela la famiglia di Pascuzzo.

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