Morso di ragno violino: uomo rischia la morte

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Un morso di ragno violino ha messo in pericolo un vigile urbano a Terni. L’uomo, circa due mesi fa, era arrivato al pronto soccorso in shock settico: il braccio era quasi in necrosi, rischiava l’amputazione. Responsabile il morso di un animale, il ragno violino, che vive in tutta Italia: l’uomo era stato colpito qualche giorno prima senza accorgersene e sono stati poi i medici a fargli ricordare l’episodio. La storia è stata raccontata da Il Messaggero.

Complicanze dovute a infezione
Le complicanze sono dovute al rilascio di batteri da parte del ragno, che hanno causato un’infezione. L’uomo ha avuto bisogno di un mese di tempo per riprendersi. Dall’ospedale hanno però fatto sapere che il caso è molto raro, e che il problema è curabile se trattato in tempo.

Come riconoscere l’aracnide
Il ragno violino non è poi così dissimile dagli altri ragni comuni in cui ci possiamo imbattere, tuttavia uno dei segni che può aiutarci a distinguerlo dalle altre specie di aracnidi è la presenza di una macchia a forma di violino al centro del torace. Si tratta di un ragno che non ama il freddo, per cui soprattutto nelle regioni del nord nei mesi invernali cerca rifugio nelle case. Generalmente durante il giorno rimane rintanato all’interno degli armadi, nelle scatole di cartone, nelle calze o dietro ai mobili.

In natura invece lo si trova nella cavità degli alberi o sotto le pietre. Occasionalmente puó rifugiarsi anche nelle lenzuola. In ogni caso va sottolineato che non si tratta di un ragno aggressivo: morde solo se si sente in pericolo.

Cosa fare in caso di morso
Il morso del ragno violino determina una lesione che si arrossa e provoca bruciore, prurito e formicolii. Entro 48-72 ore dal morso la sede interessata può andare incontro a necrosi e ulcerarsi. Nei casi più gravi possono presentarsi anche danni ai reni ed emorragie.

Inoltre il ragno violino può iniettare nei tessuti umani anche dei batteri anaerobi, ovvero degli agenti patogeni che sono in grado di vivere in assenza di ossigeno, la cui proliferazione può complicare il decorso della lesione portando alla liquefazione dei tessuti. Pertanto in presenza dei sintomi che vi abbiano descritto bisogna intervenire tempestivamente. Secondo gli esperti la prima cosa da fare è lavare la puntura con abbondante acqua e sapone.

Quindi è opportuno recarsi al pronto soccorso più vicino, possibilmente con l’aracnide catturato per consentirne l’identificazione. Nel caso in cui nelle ore successive i sintomi dovessero aggravarsi è bene chiamare il centro antiveleni (0266101029) al fine di ottenere maggiori informazioni sulle cure

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