Anniversario 5 maggio 1998: dichiarazione del sindaco di Sarno Canfora

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Il 5 e il 6 maggio 1998 alcuni Comuni delle Province di Salerno, Avellino e Caserta vennero colpiti da numerose colate rapide di fango, causate dalle piogge persistenti che da giorni stavano interessando l’Appennino campano ed, in particolare, la zona del Pizzo d’Alvano.

Per dare un’idea delle precipitazioni che interessarono quelle aree e che portarono all’innesco delle frane, si possono analizzare le misure di pioggia registrate dal pluviometro di Lauro, che per la sua vicinanza è da considerarsi tra i più rappresentativi. Dall’analisi dei dati si osserva che nelle 48 ore tra il 4 e 5 maggio, ovvero immediatamente prima e durante l’evento franoso, si misurarono 173 mm di pioggia.

Più nel dettaglio l’analisi oraria rivela che nelle prime ore del 4 maggio si ebbero piogge deboli e che, dopo una pausa di 11 ore, le precipitazioni ripresero ininterrottamente fino alle prime ore del mattino del giorno 6. Nei sei giorni precedenti, dal 28 aprile al 3 maggio, il pluviometro aveva registrato una cumulata di 61,4 mm. Pertanto si trattò di piogge non particolarmente intense ma persistenti, dato che si protrassero per nove giorni consecutivi.

In poche ore, dalle 14:00 del giorno 5 alle prime ore del 6 maggio, 2 milioni di metri cubi di materiale si riversarono sui centri abitati nel territorio di Sarno,Siano e Bracigliano in provincia di Salerno,Quindici in provincia di Avellino e San Felice a Cancello in provincia di Caserta. Le vittime furono 160, delle quali 137 nella sola Sarno.

A Sarno le case distrutte furono 193; 306 quelle parzialmente distrutte; 561 quelle danneggiate. Complessivamente gli immobili distrutti e danneggiati furono 867. La frazione di Episcopio fu l’area maggiormente colpita. 48 le unità abitative ricostruite dai cittadini alluvionati nel comparto Casasale-Pedagnali; 21 gli immobili ricostruiti direttamente dal Commissariato di Governo-Arcadis nell’ambito del cosiddetto lotto 11. L’importo complessivo dei contributi per la ricostruzione e la riparazione delle abitazioni ammonta a circa 50 milioni di euro.

Opere di messa in sicurezza

Le opere di messa in sicurezza post-frana realizzate dal Commissariato di Governo per la ricostruzione: 11 vasche per la raccolta di acque e fango per una capacità complessiva di 2 milioni di metri cubi; 20 km di canali per il convogliamento e il deflusso delle acque nelle vasche; strade di accesso ai fondi pedemontani.

Restano da realizzare la vasca Vallone Santa Lucia, la messa in sicurezza del Saretto e il rifacimento del ponte di via Fiorentini. Complessivamente per le opere di messa in sicurezza sono stati spesi finora 150 milioni di euro.

Giuseppe Canfora  Sindaco di Sarno 

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