A Maiori una mostra per ricordare i 75 anni dello sbarco a Salerno

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Salerno 1943 è nata nel 2007 da un gruppo di amici appassionati di storia locale. Essa non ha finalità di lucro, è apolitica, apartitica e ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie tra i popoli. Lungi dal desidero di esaltare la guerra, il sodalizio salernitano intende far conoscere mediante l’esposizione dei suoi ritrovamenti e delle storie ricostruite che la guerra significa dolore e morte. Basti pensare alle famiglie di coloro che vi persero la vita, all’ansia che madri, mogli, figli, genitori, fratelli e sorelle provarono vedendo partire i loro cari e allo strazio che dovettero subire quando appresero che molti di loro non sarebbero più tornati. I volontari sperano, illustrando e ricostruendo le storie di tante giovani vite spezzate dalla guerra, di perpetuare la memoria delle vittime e ricordare alle nuove generazioni quegli infausti anni affinché simili eventi non abbiano a ripetersi.

Sarà quindi possibile osservare gli oggetti usati dai soldati che 75 anni fa combatterono sulle coste salernitane, oggetti che spesso recano ancora visibili le tracce dei drammatici combattimenti di quei giorni. Inoltre, i ricercatori di Salerno 1943 hanno potuto ricostruire le storie legate ad alcuni di questi oggetti e i visitatori della mostra potranno conoscere il destino dei loro proprietari.

Finora Salerno 1943 ha ricostruito le storie di centinaia di militari, ha identificato i crash site di circa 40 aerei ed ha ritrovato i resti di 8 soldati. Si tratta di 3 tedeschi (Wilhelm Hescnauer, Walter Prochel e uno ancora ignoto), 4 inglesi (Ronald George Blackham, Raymond Frederick Rose e due ancora ignoti) e 1 statunitense (Dewey Leroy Gossett). Alcune delle sue scoperte sono raccontate nel libro “Salerno 1943. Gli aviatori, le storie, i ritrovamenti dell’Operazione Avalanche”.

La mostra, come per tutte le iniziative che Salerno 1943 porta nelle scuole, nei comuni e in altri luoghi pubblici è stata allestita gratuitamente e l’ingresso è libero. Sarà visitabile dal 19 maggio al 3 giugno, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 (tranne il lunedì).

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