Al Campolongo Hospital si impara a evitare la morte cardiaca improvvisa

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Non è passato molto tempo della notizia della morte cardiaca improvvisa del calciatore della Fiorentina Davide Astori, per un’aritmia che si poteva prevenire. Cosa si sta facendo per evitare che accada ad altri giovani sportivi e non? A Salerno il Campolongo Hospital, insieme al Gruppo di Aritmologi Servisan del dott. Giuseppe De Martino, e Italian Resuscitation Council (IRC), formano non esperti in cardiologia affinché sappiano riconoscere i segni di arresto cardiaco da aritmia e intervenire con le manovre corrette.

Il corso si tiene il 22 maggio dalle 9.00 alle 18.00 presso il Campolongo Hospital e i partecipanti riceveranno la certificazione di “Esecutore BLSD” – Italian Resuscitation Council. Presidente del Corso è il Dott. Gennaro Parrilli, Responsabile della cardiologia riabilitativa di Campolongo Hospital; Responsabile Scientifico: Dott. Giuseppe De Martino, Aritmologo. Responsabile del Gruppo di Aritmologi Servisan, Clinica Villa del Sole (SA), Clinica Salus Battipaglia (SA), Istituto Clinico Mediterraneo Agropoli (SA), Anthea Hospital di Bari, Clinica Santa Maria di Bari e Villa Lucia di Conversano (BA).

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nel mondo. In particolare, si stima che la morte cardiaca improvvisa rappresenti circa il 50% di tutti i casi di morte cardiaca che colpisce maschi giovani, anche sportivi, tra 20 e 60 anni  ignari dei fattori di rischio a cui sono affetti. Nonostante gli sforzi dei medici di rendere noto il problema, di morte cardiaca improvvisa si muore più che in passato (nel 2008 la percentuale stimata era del 17% di tutte le morti cardiache) .

«L’arresto cardiaco è la prima manifestazione di patologie che possono essere curate efficacemente – dice il dott. Giuseppe De Martino, aritmologo e direttore del gruppo di aritmologi Servisan –. Le aritmie sono fra le cause più frequenti di arresto cardiaco, specie quelle ventricolari, seguita da bradiaritmie e fibrillazione atriale».

Riconoscere la situazione di emergenza e, in attesa dell’ambulanza, agire con manovre che sostituiscono le funzioni vitali interrotte (BLS: Basic Life Support) e, se disponibile un defibrillatore, tentare di ripristinare il battito cardiaco con la defibrillazione, possono salvare una vita. «Studi clinici – continua il dott. Gennaro Parrilli, Responsabile della cardiologia riabilitativa del Campolongo Hospital (SA) – hanno dimostrato che queste persone, se soccorse prontamente e in maniera adeguata, hanno buone probabilità di ripresa. Una volta resuscitati dall’arresto cardiaco, però, questi pazienti devono essere avviati a un percorso diagnostico volto ad individuare e poi curare le cause dell’aritmia».

«La riabilitazione è un lavoro difficile, che richiede il massimo delle risorse umane e tecnologiche – conclude la dott.ssa Maura Camisa, vice direttore generale di Campolongo Hospital –. Con i suoi 68 posti letto di riabilitazione cardiologica, respiratoria e di neurolesi con spiccate patologie cardiache, la nostra struttura rappresenta un reparto di eccellenza nel recupero funzionale di questi malati».

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