Aeroporto di Salerno, la denuncia della Fit Cisl provinciale

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Presa di posizione della Fit Cisl Salerno sulla gestione dell’aeroporto di Salerno.

“In merito alle dichiarazioni rese da esponenti politici regionali con riferimento allo scalo è doveroso chiedere di evitare strumentalizzazioni che offendono i lavoratori e ledono gli interessi del territorio”, ha detto Ezio Monetta, segretario della Fit Cisl provinciale che sta seguendo la vicenda insieme ai colleghi di Cgil e Uil.

“Entrando nel merito delle questioni è necessario precisare che per ridurre i costi di gestione al minimo sono state attuate una serie di iniziative che hanno coinvolto, economicamente e organizzativamente, anche i lavoratori della struttura con l’applicazione dei contratti di solidarietà e lo svolgimento di attività multifunzionali.

Il dichiarato aumento dei costi di gestione risulta essere falso. Infatti, le perdite di esercizio dichiarate nell’ultimo triennio 2015-2017 si sono ridotte progressivamente da 1.875.000 euro a 1.242.000 euro con un evidente ed importante miglioramento finanziario”.

Nel febbraio del 2000, la società per azioni “Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi” ha presentato istanza per l’affidamento ventennale della gestione totale per lo scalo al ministero delle Finanze che dopo 18 anni ancora non ha dato la concessione. Da qui, l’accusa di Monetta.

“Questo atto scellerato, dovuto alla “burocrazia italiana” è tra le cause principali che hanno determinato uno sperpero di denaro pubblico incalcolabile, che ha portato, i meno attenti, a definire la struttura di Pontecagnano Faiano un classico carrozzone.

La stessa dirigenza della società ha presentato ricorso al Tar il 9 gennaio scorso, per l’incomprensibile ritardo del rilascio della concessione definitiva che ha causato danni sia al territorio, per il mancato sviluppo, che alla collettività per i costi di gestione a carico di Regione, Comune e Provincia.

Il comportamento del Ministero è stato quello che definiamo “palude burocratica” ed è stato uguale ad altre realtà nazionali come Parma e Albenga a cui è stato concesso l’affidamento della gestione totale dello scalo solo dopo estenuanti battaglie giudiziarie causate dalle solite incomprensibili e pretestuose obiezioni del dicastero che fanno da tappo al già lungo e complesso iter per il rilascio della concessione”.

Il Piano industriale per la costituzione della rete aeroportuale campana è stato approvato tra Regione Campania, Gesac e Aeroporto Costa d’Amalfi prevedendo entro il 2022 la realizzazione di opere di consolidamento e ampliamento della pista salernitana con investimenti complessivi di 135 milioni euro.

“I risultati della collaborazione tra i due scali aeroportuali campani cominciano a essere evidenti ed è manifestata dall’importante aumento dei voli privati in arrivo allo scalo in questo periodo.

La contestazione appare inopportuna e strumentale nel momento in cui, dopo anni di sofferenza, si parla di cantierizzazione dei lavori che porteranno la struttura a dare un impulso alla martoriata economia locale”, ha concluso Monetta.

“Chiediamo e preghiamo di evitare che la politica interferisca su materie poco note, con dichiarazioni mendaci ed offensive, e di attuare iniziative finalizzate a combattere la complessa e spesso inutile “palude burocratica”, che blocca processi di sviluppo sui territori arrecando importanti danni alla collettività”.

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3 COMMENTI

  1. Che strani concetti di economia ha il Sig.Monetta segretario del sindacato Fit Cisl provinciale.
    Come da lui stesso ribadito nell’intervista riportata nell’articolo “Infatti, le perdite di esercizio dichiarate nell’ultimo triennio 2015-2017 si sono ridotte progressivamente da 1.875.000 euro a 1.242.000 euro con un evidente ed importante miglioramento finanziario”.
    Quindi è contento di essere comunque in perdita, ma io da semplice cittadino dico che non è giusto sostenere un inutile carrozzone che serve solo come “stipendificio” dei suoi associati e dei più lautamente manager dell’aeroporto in questione. O sollevare tale questione è stata un atto di lesa maestà? E in questi vent’anni i sindacati cosa hanno fatto per rendersi parte attiva e sbloccare tale avvilente e mortificante situazione? Quando ci si rende complici consapevoli o meno del dissesto economico di un ente si è sempre moralmente chiamati in causa……………..

  2. 1242000 € di perdita d’esercizio (spesi cioè dalle nostre tasse) e questo parla di miglioramento? Ma ci è o ci fa? Ma chi lo ha detto che devono starci delle persone (gli amici e gli amici degli amici) là dentro senza che ci siano voli e percependo uno stipendio pagato dalla collettività? Se questi signori vorrebbero davvero il bene dei lavoratori farebbero ben altre azioni che non inutili ed offensivi interventi all’intelligenza delle persone. Nientemeno dobbiamo ripianare perdite per pemettere, a chi ha i soldi per possedere un aereo, di atterrare comodo e tutti noi paghiamo? Ma perchè non vanno ad atterrare a Napoli? L’aeroporto nacque, in teoria, per creare sviluppo nel territorio e non per aumentare i privilegi dei politici e dei ricchi e non creare un mezzo per mettere in atto il voto di scambio.
    Fortunatamente per la collettività questa zizzenella sta finendo e pure i sindacalisti, oltre che gli attuali impiegati che passano le giornate a braccia conserte, dovranno lavorare insieme a colui che va pontificando da tempo che gli altri sono incapaci e che evrebbe risolto tutto in men che non si dica. Ovviamente dal suo punto di vista lo ha fatto dato che ha sostenuto il suo carrozzone clientelare che, comunque, non gli ha portato profitto. Vuoi vedere che i dipendenti sono di Caserta?

  3. Se questo non è un carrozzone succhiasoldi pubblici, diteci che cos’è!

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