Zanzare asiatiche in Italia. La conferma della rapida diffusione dai nostri confini

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Fanno più morti le zanzare che qualsiasi altro animale al mondo. Ed ogni anno arriva puntuale la conferma che questo temibile insetto sia il più letale tra tutti gli esseri del mondo animale.

La ragione sta nel fatto che questo minuscolo essere costituisca uno dei principali veicoli di virus killer e della circostanza che estende i suoi areali via via che il clima diventa più mite anche verso luoghi che prima erano ritenuti immuni da questo flagello.

Un’ulteriore conferma viene da un monitoraggio svolto al confine dell’Italia dall’Ufficio per la natura e l’ambiente retico dei Grigioni, cantone che per l’appunto è ad un tiro di schioppo dalla nostra frontiera a Nord.

L’analisi ha dato supporto ai dati empirici circa la presenza stabile e dell’aumento costante di zanzare asiatiche. L’indagine svolta l’anno scorso che grazie a ovitrappole ha rilevato la presenza di zanzare tigri e giapponesi come comunicato da una nota diffusa in data odierna e nella quale si spiega che l’osservazione ha compreso le valli meridionali grigionesi (Bassa Mesolcina, Bassa Bregaglia e Brusio), nonché aree di stazionamento lungo l’A13; alcuni campioni sono stati rilevati anche nella zona di Coira e Landquart.

Nei comuni della Mesolcina meridionale, San Vittore, Roveredo e Grono, il numero di zanzare tigre è aumentato rispetto al 2016. Quasi una trappola sistemata su due ha infatti dato risultati positivi in questo senso. L’ufficio cantonale ritiene che in località Monticello (San Vittore), l’insetto si sia insediato stabilmente. D’altro canto, nei comuni di Cama, Bregaglia e di Brusio, così come a nord del San Bernardino, non è stata registrata alcuna presenza.

È bene ricordare, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che questi tipi di zanzare sono potenzialmente portatori di agenti patogeni e che è necessario adottare ogni misura utile come gli studi genetici che più volte abbiamo segnalato, per ridurne la diffusione sino alla loro scomparsa, non essendo, peraltro, specie endemiche.

In ogni caso, è necessaria la migliore profilassi da parte della popolazione per evitare le punture. Perché la prevenzione, quando si tratta di questi nemici così microscopici e quindi difficili da combattere, è sempre la migliore difesa.

Giovanni D’AGATA

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