“Hereditary”: Alla vigilia di Giffoni2018. Un evento speciale da Brividi

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La vigilia della 48esima edizione del Giffoni Film Festival sarà da brividi! Giovedì 19 luglio tra gli eventi speciali che daranno il via al lungo e appassionante calendario di appuntamenti pronto a coinvolgere giurati, famiglie e giffoners c’è anche “Hereditary”. Il film dell’esordiente Ari Aster – qui in duplice veste di regista e sceneggiatore – è prodotto da Palm Star Media e distribuito Lucky Red, e ha debuttato lo scorso gennaio al Sundance Film Festival, riscuotendo grande successo.

Il cast stellare di Hereditary include Toni Collette (“Little Miss Sunshine” e “United States of Tara”), Gabriel Byrne (“In Treatment”, “I soliti sospetti”), Alex Wolff (“Jumanji: benvenuti nella giungla”), Milly Shapiro (“Matilda the Musical”) e la vincitrice di un Emmy Award Ann Dowd (“The Handmaid’s Tale”).

Hereditary” è basato su una serie di short film, acclamati dalla critica, aventi come tema i traumi familiari e racconta la terrificante lotta di una famiglia americana contro le forze malvagie che cercano di colonizzare la sua linea di sangue. Liberamente ispirato alle esperienze tragiche vissute dagli Aster, con una serie di disgrazie che tanto somigliano a una maledizione, l’opera trasforma i drammi domestici e familiari in un horror operistico che richiama alla mente i classici degli anni ’60 e ’70. Quando Ellen, la matriarca della famiglia Graham, muore, si iniziano a svelare criptici e sempre più terrificanti segreti sui suoi antenati. Più cose scoprono, più la famiglia si trova a cercare di superare il sinistro destino che sembra aver ereditato.

Nel suo debutto cinematografico, lo sceneggiatore e regista Ari Aster scatena una visione da incubo di un crollo familiare che mostra l’arte e la precisione di un autore nascente, trasformando una tragedia in qualcosa di infausto e profondamente inquietante, e spingendo il film in un terreno agghiacciante con il suo sconvolgente ritratto di eredità andato all’inferno. Lavorando con il direttore della fotografia Pawel Pogorzelski, suo compagno di studi all’American Film Institute Conservatory, e con un team di artigiani che lo hanno aiutato a progettare l’opera prima della produzione, Aster mostra il suo talento fin dai primi secondi del film, restituendo allo spettatore una sinistra visione di una famiglia che vive sotto una terribile maledizione.

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