CISL Università di Salerno chiede di stabilizzare i lavoratori precari

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La Cisl Università di Salerno, dopo l’approvazione della programmazione triennale 2017/2019 del personale tecnico-amministrativo da parte del Consiglio di Amministrazione e dell’informativa condivisa con le Organizzazioni Sindacali e  le R.S.U., ha sollecitato i vertici della governance dell’Ateneo – ha dichiarato Pasquale Passamano, responsabile provinciale della Cisl Università di Salerno – a procedere in tempi strettissimi ad avviare il processo di stabilizzazione per il superamento del precariato in applicazione dell’ex art. 20 Dlgs n. 75/2017 (riforma Madia).

Ci sono decine di lavoratori dell’area tecnico-amministrativa che da più di un decennio prestano servizio presso il nostro Ateneo, continua Passamano, in attesa di una stabilizzazione contrattuale del loro rapporto di lavoro, senza mai far mancare il loro apporto professionale alle attività di didattica e di ricerca.

La carenza di unità di personale all’interno dell’Ateneo salernitano, ha dichiarato Gerardo Pintozzi, Componente del Consiglio di Amministrazione, è diventata una vera e propria emergenza, anche alla luce delle cessazioni di personale previste per il prossimo triennio. E’ di pochi giorni fa, continua Pintozzi, la decisione del Direttore Generale di procedere ad una mini riorganizzazione, prevedendo la soppressione di alcune strutture, per recuperare alcune unità di personale da utilizzare presso altre.

La situazione resta critica, conclude Pasquale Passamano, anche per i Ricercatori assunti successivamente alla legge 240/2010 (riforma Gelmini): terminato il periodo previsto dal contratto, infatti, non tutti avranno la possibilità di una “chiamata” a professore associato pur essendo abilitati, ritrovandosi in una situazione di completa disoccupazione. Occorre che il governo centrale sostenga, dal punto di vista economico, un piano straordinario per il reclutamento di professori associati, destinato a ricercatori precari abilitati, onde evitare di continuare ad assistere ad un impoverimento degli Atenei italiani e ad una continua fuga di cervelli dal nostro territorio e Paese.

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