Camerota, fermi e sequestri: sgomberata la pineta dai venditori ambulanti

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E’ scattato questa mattina, giovedì 2 agosto, il blitz congiunto che ha portato i Carabinieri della stazione di Marina di Camerota, agli ordini del Comandante Francesco Carelli, i Vigili Urbani del Comando di Camerota, agli ordini del Sovrintendente Giovanni Cammarano e la Capitaneria di Porto degli Uffici di Palinuro e Camerota, coordinati dal Tenente di Vascello Giovanni Paolo Arcangeli e dal Primo Luogotenente Massimo Giuliano, al sequestro di centinaia di oggetti contraffatti e allo sgombero della pineta in località Mingardo di Marina di Camerota.

Le operazioni sono state seguite dal Sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, che – insieme all’Amministrazione Comunale – ha ottenuto un finanziamento di oltre 50 mila euro per il progetto ‘Spiagge Sicure’, promosso direttamente dal ministro degli Interni Matteo Salvini.

«Ringrazio le Forze dell’ordine, la Capitaneria di Porto e i Vigili Urbani che con grande responsabilità hanno lavorato in piena sinergia per garantire pulizia e sicurezza lungo il nostro litorale – ha detto il Sindaco -. L’operazione rientra nel piano ‘Spiagge sicure’. In questi giorni sono stati effettuati vari interventi per scongiurare pericoli e per contrastare l’abusivismo e l’illegalità.

Quello che preoccupa maggiormente sono questi accampamenti nelle pinete, pericolosi dal punto di vista igienico-sanitario ma anche per quanto riguarda la presenza di bombole di gas lasciate per tutto il giorno sotto il sole cocente e accessibili a chiunque in mezzo alla natura. Continueremo a controllare tutti i tipi di persone che arrivano sul nostro territorio, per soggiornare oppure per vendere merce contraffatta. Seguiamo questa strada nel pieno rispetto delle leggi e delle regole» ha chiosato il primo cittadino.

In piena zona Sic (Sito Interessa Comunitario) le forze dell’ordine, i caschi bianchi e i guardiacoste, hanno sgomberato un accampamento di extracomunitari. Tra i pini e i gigli di mare, a pochi passi dalla spiaggia della Cala del Cefalo, sono state rinvenute costruzioni in legno, materassi, bombole del gas, tende, pentole e tutto l’occorrente per poter sopravvivere.

Nel «villaggio» vivevano all’incirca 15 extracomunitari che di giorno vendevano merce contraffatta in modo abusivo. Diversi venditori ambulanti sono stati identificati. La merce è stata sottoposta a sequestro. Si tratta di centinaia di pezzi: giochi privi del marchio di sicurezza della Comunità Europea, borse, cappelli, scarpe e molto altro.

«I controlli proseguiranno nei prossimi giorni – fanno sapere dagli uffici degli enti preposti – si interverrà con frequenza per reprimere il fenomeno e garantire sicurezza e legalità lungo la Costa di Camerota».

L’altro giorno la Capitaneria di Porto di Marina di Camerota ha liberato due mila metri quadrati di spiaggia dagli ombrelloni «selvaggi» lasciati dai turisti dopo il tramonto a pochi metri dal mare per garantirsi il posto.

Ieri mattina, invece, 1 agosto, l’operazione dei Vigili Urbani del Comando di Camerota per controllare i documenti dei turisti ospiti nelle strutture ricettive e il corretto pagamento dell’imposta di soggiorno da parte degli imprenditori del settore.

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2 COMMENTI

  1. Questa é la strada giusta per liberare e far riemergere le località con il migliore mare in Campania, oltre agli extracomunitari bisogna insistere su chi fitta le case in nero …. e chi le fitta per 4/5 persone e se ne ritrovano dentro 10/15( inutile dire a chi mi riferisco).
    Vogliamo che Palinuro e Marina di Camerota ritornino quelle località che negli anni 80’( club Med, locali e discoteche di tendenza).
    Che si continui la bonifica di illegalità e di gentaglia distruttiva.

  2. il valore della merce sequestrata è infimo e non arreca danno ad alcuno. Bisogna bloccare la produzione e l’importazione di queste schifezze, altrimenti domani il problema si ripropone un’altra volta. Inoltre dal momento che questa iniziativa è finanziata per Camerota e non per i paesi limitrofi, ci metteranno poco a spostarsi 1 km. più in là. Dai Salvini, restituisci i 49 milioni di euro agli italiani.

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