Il nodo multiproprietà ora riguarda anche De Laurentiis

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Il primo agosto di 92 anni fa nacque la SSC Napoli, ieri stesso giorno di battesimo per la SSC Bari.

Napoli contesta, Bari esulta. De Laurentiis cerca di avvicinare le due piazze proponendo il polo del Sud, unico antidoto allo strapotere calcistico del Nord. Idee, investimenti, progetti non mancano al vulcanico patròn azzurro, che invece di dividersi tra San Paolo e San Nicola delegherà la faccenda pugliese al figlio Luigi. Lo scrive Angelo Rossi su IlGiornale

«Ho impiegato due giorni per convincerlo, avrà una spinta iniziale poi camminerà da solo perché il Bari non sarà un’appendice del Napoli». Ecco ADL nella sala del Consiglio comunale, seduto al fianco del sindaco Decaro che ne ha sostenuto la candidatura nonostante un approccio iniziale non proprio incoraggiante: «Abbiamo litigato subito ma alla fine il suo progetto mi è sembrato il più intrigante e il più trasparente» ha ammesso il primo cittadino. E anche il più generoso, economicamente parlando.

Un investimento complessivo per un club di serie D che dovrebbe aggirarsi sui tre milioni di euro, al prossimo ordine del giorno la costruzione di un centro sportivo, una sistematina al San Nicola e soprattutto la costruzione della squadra. «Il mio modello di impresa ha funzionato a Napoli, perché qui non dovrei farcela?

L’obiettivo è quello di riportare la squadra in serie A nel giro di tre anni, è questa la più incoraggiante delle prospettive» sono state le prime parole da neo presidente della SSC Bari, nessun riferimento alla concorrenza sbaragliata, nemmeno all’amico-nemico Lotito che ci aveva provato ancora, nonostante avesse nella sua attuale gestione sia Lazio che Salernitana. Fallite le seconde squadre (Juve a parte), ecco le multiproprietà dei presidenti.

Su questo possibile risvolto, il protagonista della storia è stato chiaro: «Se le leggi del calcio non cambieranno, sarò poi costretto a farmi da parte. Ma nel frattempo attrezziamoci per restituire al Bari il prestigio che merita». Precedenti più o meno simili non mancano nella storia del nostro calcio: l’Inter di Moratti creò una sinergia simile con lo Spezia, più indietro negli anni la Roma con il Palermo e lo stesso Napoli con il Cagliari. Sono comunque partite le grandi manovre: supervisione tecnica a Reja, panchina a Viviani, settore giovanile a Filippo Galli dietro suggerimento di Ancelotti e Sacchi.

Scettica una parte della tifoseria azzurra, arrabbiata la maggioranza. Il concetto è: aspettavamo il top-player promesso (il sogno resta sempre Cavani) che non è arrivato, non riusciamo a prendere un terzino e il presidente investe in un’altra società? Il malcontento anche questa volta è stato espresso con enormi striscioni piazzati nelle zone nevralgiche della città, ai quali ADL ha risposto ieri nel giorno dei 92 anni del club: «Auguri al Napoli, che guido con orgoglio, presente e futuro sono nostri. Auguri ai 40 milioni di tifosi sparsi nel mondo, alcuni dei quali hanno un concetto di possesso che nel calcio non esiste più»

Fonte Il Giornale.it

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