Sversamenti nel Fiume Sele e Calore, blitz della Guardia Costiera di Salerno

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Nella giornata di martedì 7 agosto gli uomini della Capitaneria di Porto, Guardia Costiera di Salerno, nell’ambito di un’attività di controllo ambientale disposta e coordinata dalla Procura con particolare riferimento ai territori attraversati dai fiume Sele e Calore e dal Torrente Cosa, ha proceduto al sequestro preventivo di due aziende dedite all’allevamento bufalino ed ovino, per un totale di 180mila metri quadri, affidando le aree alla gestione di un amministratore giudiziario nonché di un area di terreno di circa 6000 mq afferenti ad una terza azienda.

In particolare, in campo alle due aziende sottoposte a sequestro, sono state accertate numerose violazioni alla normativa ambientale nel senso che i rifiuti venivano illecitamente abbandonati e smaltiti, o comunque, immessi direttamente nei canali e nei torrenti che sfociano nei fiumi Sele e Calore. In una di queste aziende, tra l’altro, aveva dislocato il proprio allevamento in vari paddock e, tutti i reflui zootecnici tracimavano e confluivano direttamente nel torrente Cosa, affluente del fiume Calore, dove peraltro recapitava anche il percolato presente.

Con riferimento alla terza azienda invece, gli uomini della Guardia Costiera hanno accertato oltre al deposito incontrollato di rifiuti, anche l’illecito sbancamento e spianamento di un terreno di circa 6000 mq, area sottoposta a sequestro, lungo l’argine del Torrente Cosa, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale con conseguente distruzione della vegetazione arbustiva lungo l’alveo del predetto corso d’acqua, modificando anche in parte il suo normale corso.

Durante le indagini, la Capitaneria di Porto si è avvalsa anche dell’ausilio di un mezzo aereo (dotato di sofisticate apparecchiature di rilevamento, fra cui anche videocamere termiche multispettrali) grazie al quale si è proceduto ad un sorvolo delle aree con individuazione delle criticità e conseguente intervento del personale a terra per i controlli mirati.

Foto ufficiali della Procura della Repubblica

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