Goletta Verde bilancio finale: Campania maglia nera livello nazionale

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Su 31 punti monitorati dal Goletta Verde di Legambiente, il 64% è risultato inquinato o fortemente inquinato. E ci sono anche record assoluti, con situazioni che nonostante esposti dell’associazione e controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso ad esempio la foce del fiume Irno a Salerno, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre Annunziata, della foce dei Regi Lagni a Castelvolturno, della foce del canale di Licola a Pozzuoli e della foce del torrente Asa a Pontecagnano giudicati “fortemente inquinati” per il nono anno consecutivo.

Ecco la fotografia per la Campania scattata dal resoconto finale del viaggio di Goletta Verde, una fotografia a tinte fosche delle coste campane che continuano a subire la minaccia della mancata depurazione: su trentuno punti monitorati ben venti presentavano cariche batteriche elevate. Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati.

Il monitoraggio di Goletta Verde prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta.

 Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

Legambiente segnala di aver presentato complessivamente esposti  alle Capitanerie di Porto per nove località, per le criticità riscontrate a Pozzuoli (Lido di Licola); alla foce del fiume Sarno e alla foce dell’Irno a Salerno, foce regi Lagni a Castelvolturno; per  la foce dell’Alveo Volla a San Giovanni a Teduccio; la focefiume Picentino tra Salerno e Pontecagnano Faiano; la foce del Tusciano a Battipaglia; del Rio Arena tra Castellabate e Montecorice e del fiume Bussento a Policastro Bussentino.

Non va meglio, infine, sul fronte dell’informazione ai cittadini. La cartellonistica informativa, obbligatoria da anni per i comuni e che dovrebbe avere la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, è praticamente assente: i tecnici di Goletta Verde che hanno avvistato in Campania soltanto un cartello rispetto ai 31 punti analizzati (alla foce del fiume Picentino, punto dove insisteva anche il cartello di divieto di balneazione).  A questa già complessa situazione si aggiunge, inoltre, anche il degrado e la presenza di rifiuti – da plastica a materiali ingombranti – riscontrati in oltre il 90% dei punti monitorati lungo la costa campana. 

 «Lo ribadiamo da anni, ma purtroppo non troviamo riscontri: è necessario affrontare con decisione il problema della mancata depurazione soprattutto per una regione, come la Campania, che nella risorsa turistico ricreativa connessa al mare fonda importanti opportunità produttive e lavorative – spiega  Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania -Con il nostro monitoraggio non intendiamo rilasciare patenti di balneabilità, sostituendoci alle autorità competenti in materia di controlli e di balneazione ma, con ‘fotografie’ istantanee, portare all’attenzione di amministratori e cittadini le criticità che minacciano la qualità e la salute dei nostri mari, affinché se ne individuino e risolvano le cause. Anche per questo continua l’azione legale di Legambiente affinché si affronti con decisione il problema della depurazione. Quest’anno abbiamo già presentato esposti alle diverse Capitanerie di porto segnalando in Campania ben 9 località fortemente inquinate”.

La causa di questi risultati è sicuramente da attribuire alla mala depurazione di cui ancora soffrono vaste aree del nostro Paese e per la quale l’Unione europea ci ha presentato un conto salatissimo. Sulla depurazione, l’Italia è oggetto di due condanne e di una terza procedura d’infrazione, che riguardano complessivamente 909 agglomerati urbani, di cui il 25% in Sicilia (231 agglomerati), 143 in Calabria (16%), e 122 in Campania (13%).

Gli scarichi non depurati sono i peggiori nemici del turismo. La Campania- denuncia Legambiente– risulta  la peggiore a livello nazionale per numero d’infrazioni contestate dalle forze dell’ordine riguardanti depuratori inesistenti o mal funzionanti, scarichi fognari abusivi, sversamenti illegali di liquami e rifiuti: sono 1.347 reati, il 22,1% del totale nazionale con un incremento del 43% rispetto lo scorso anno e con un exploit per quanto riguarda le persone denunciate o arrestate ben 1419(+23,2%) e per numero sequestri 526(+16,8). Illeciti che riguardano  relativamente a impianti di depurazione non a norma, scarichi non allacciati alle fognature perché provenienti da case abusive, alberghi e abitazioni private che scaricano direttamente in mare o sversamenti illegali di residui industriali direttamente nei corsi d’acqua.

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6 COMMENTI

  1. goletta verde dice sempre l contrario dell’arpac e visto che il mare fa davvero schifo non capisco perchè nessuna procura apre un inchiesta sulla falsità di notizie dei vari enti dell’arpac nazionali visto e considerato che molti dei loro dati sono in aperto contrasto con le varie associazioni ambientaliste, meditate gente…..

  2. Sono stato in questà città per 3 giorni e l’acqua era divina: visibilità perfetta del fondale a 2mt senza occhialini, nessun odore molesto (si ho annusato la superficie), nessuna patina di oli vari, 0 scarti urbani, colore uniforme.
    Ritornato dal breve tour, sono sceso a Mercatello per fare un confronto: acqua maleodorante, carta e plastiche varie galleggianti, pessima visibilità, patine e bolle di sostanze varie. La cosa divertente è che c’è gente che dice ” è pulita oggi! ” ahahahaha

  3. x Palinuro
    Confrontare Palinuro con Mercatello è come confrontare l’oro con il ferro.
    Parli per pavoneggiarti di essere stato a Palinuro ma non fai funzionare il cervello. Ciò che trovi lungo la fascia costiera di Mercatello è il risultato di tutto quanto voi cittadini paesanotti incazzati con tutto e con tutti buttate sulle spiagge additando gli altri di averlo fatto ed il comune di non mettere un netturbino a disposizione di ciascuno di voi.
    Abbiate rispetto degli altri e dei luoghi dove vivete e forse riuscirete ad essere meno incazzati verso il mondo.

  4. Sei tu che hai le capacità intellettive di un invertebrato ( dei meno evoluti, per giunta). Il mio era un confronto per dire che se le cose si vogliono migliorare, questo può essere fatto. Ci sono poi amministratori salernitani che vantano anche un mare pulito nella zona citata. Ma sai perché è sporco il mare a Mercatello e zone vicine oppure parli per sentito dire? Il problema sono PRINCIPALMENTE gli scarichi incontrollati, i depuratori non funzionante e ANCHE quello che fanno le persone sulle spiagge.
    Ciao microcefalo 🙂

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