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Robbiate, vigilessa licenziata per aver pubblicato foto osé in divisa

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Vigilessa disoccupata a causa dei post e delle foto compromettenti pubblicate sui social. A Robbiate una agente della Polizia locale è stata licenziata in tronco, perché su Facebook, tra l’altro durante un prolungato periodo di assenza autorizzata, ha postato commenti pochi lusinghieri nei confronti di carabinieri, colleghi e in generale di funzionari e politici dell’Amministrazione comunale del paese brianzolo, ma anche immagini osè in divisa. Il ghisa in gonnella, una quarantenne che abita in provincia di Monza, è approdata a Robbiate (Lecco) nel 2012 dopo aver girato diversi comandi della Locale, preceduta non proprio da una buona fama, così sostengono almeno le malelingue, probabilmente perché semplicemente invidiose dell’avvenenza fisica della tutrice dell’ordine pubblico.

E infatti, almeno fino a pochi mesi fa, il suo lavoro e soprattutto il suo comportamento sarebbero stati impeccabili. Tuttavia poi sul suo profilo Facebook sono cominciati a comparire commenti e scatti non propriamente consoni ad un pubblico ufficiale. I suoi superiori l’hanno avvisata e le hanno chiesto di cambiare atteggiamento, a quanto pare tuttavia senza successo, fino ad arrivare al provvedimento estremo, quello del licenziamento. «Abbiamo attuato e rispettato tutti i passaggi di garanzia per la dipendente – assicura il sindaco Daniele Villa -. L’abbiamo anche convocata a rapporto affinché potesse giustificarsi o presentarci controdeduzioni e osservazioni, ma lei ha disertato tutti gli appuntamenti. Non abbiamo quindi potuto altro che attuare le normative e notificarle il provvedimento disciplinare previsto».

La diretta interessata dal canto suo ha provveduto a «blindare» la propria pagina Facebook agli estranei, cancellato i messaggi e le foto che le sono costati il posto di lavoro e ha preferito non rilasciare dichiarazione circa le contestazioni che le sono state mosse. Potrebbe inoltre presentare ricorso e opporsi al licenziamento, ad oggi però in municipio non sono state inoltrate impugnazioni. Qualora dovessero arrivare è stato comunque già nominato un legale di fiducia, l’avvocato Lorenzo Bianchi di Milano, per opporsi a un eventuale ricorso.

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