A Lecce (in)giustizia “divina” la storia di don Riccardo Personè

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«Trattato come un kamikaze, non mi hanno fatto entrare allo stadio!»: a raccontare la propria disavventura davanti ai cancelli dello stadio di Lecce è il parroco neretino don Riccardo Personè (foto).

Come molti tifosi salentini, ieri sera anche don Riccardo si è recato allo stadio “Via del Mare” di Lecce per assistere, alle 21, all’esordio casalingo in serie B dei giallorossi contro la Salernitana. Giunto davanti ai cancelli, però, per don Riccardo sono cominciati i problemi, come egli stesso spiega su Facebook.

Il disguido «A causa di un disguido non dovuto assolutamente alla mia volontà – racconta – e poiché sono stato chiaro fin da subito circa le mie difficoltà a procedere on-line coi vari adempimenti e dopo essere stato trattato come fossi un kamikaze, non sono entrato allo stadio. Meglio: non mi è stato concesso di entrare. Avevo fatto un mini abbonamento per dieci partite – aggiunge – ma credo che non procederò al pagamento».

Abbonamento stracciato Salvo chiarimenti nelle prossime ore tra il parroco e l’Unione Sportiva Lecce, la drastica decisione di non sottoscrivere l’abbonamento sembra definitiva.

«Non per ripicca o cose del genere – precisa il sacerdote – ma perché ho avvertito un forte senso di vergogna anche per le parole con cui venivo presentato (“Qua c’è uno che vuole parlare con…”; oppure: “C’è un signore che chiede di…”; o, ancora: “Aspetti e stia calmo” quando non avevo detto nulla!)».

Dalle prime discussioni si passa poi al classico rimpallo, molto probabilmente per un’attivazione non completata o qualcosa di simile che, in ogni caso, costringe il prete-tifoso alla porta (sempre sbagliata, però).

«Solo alle 21.15 – prosegue infatti il prete – mentre “lu Lecce nuesciu” nel frattempo si portava in vantaggio (e pacenzia!), mi dicono di andare da un’altra porta per parlare con qualcuno che alle 21.32 ancora non si presenta. Così dico agli steward: “Ringraziate il responsabile ma rientro a casa. E forza Lecce!”».

Commenti e solidarietà – In Rete (don Riccardo è molto “social”) il racconto è diventato virale in poche ore facendo immediatamente scattare la solidarietà collettiva al sacerdote 46enne molto conosciuto nel Salento, attivissimo nel sociale e di recente nominato parroco della chiesa delle “Cenate” (frazione neretina).

Insomma, un profilo tutt’altro che assimilabile a quello di “un kamikaze”, come si è autoironicamente definito, o di qualcuno in cerca di sotterfugi per entrare furbescamente allo stadio. Don Riccardo precisa inoltre di essersi recato a Lecce “vestito da prete” proprio per essere riconosciuto ed evitare scene come quella raccontata da Checco Zalone in una sua famosa commedia.

Amara la sua riflessione dopo l’episodio: «Amici, nessuna polemica. Una sola osservazione: probabilmente siamo un poco tutti noi ad esserci ridotti come società, come esseri umani, così male!». Ah, alla fine il Lecce non è riuscito a vincere: in pieno recupero è stato raggiunto dalla Salernitana che ha fissato il risultato sul 2 a 2. (In)giustizia “divina”?

Fonte piazzasalerno.it

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