Il reddito di cittadinanza (di Luca De Franciscis)

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Il reddito di cittadinanza prende le mosse dal disegno di legge n. 1148, comunicato alla Presidenza del Senato il 29 ottobre 2013 con il titolo: Istituzione del reddito di cittadinanza nonchè delega al Governo per l’introduzione del salario minimo orario.

Il disegno di legge è accompagnato da una lunga relazione che commenta, i 20 articoli che lo compongono; se ne riportano alcuni passi:

Nessuno deve rimanere indietro. Attualmente in Italia sono troppe le persone e le famiglie che dispongono di un reddito che non permette di vivere con dignità. La mancanza di lavoro e di occupazione ne è la causa principale. Bisogna agire sui redditi e sul lavoro.

È necessario agire subito con un cambio di rotta e mettere al centro dell’azione politica il benessere del cittadino, riconoscendone innanzitutto i diritti di base: avere la possibilità e gli strumenti necessari per vivere una vita dignitosa, il diritto al lavoro, all’istruzione, all’informazione e alla cultura”.

Ad oggi le informazioni a mezzo stampa e radiotelevisive forniscono, giorno per giorno, novità sulla manovra finanziaria che il Governo si appresta a presentare. Oramai i tempi stringono e a breve si conosceranno le linee programmatiche della Legge di Stabilità.

I tempi per conoscere tutte le novità: con la pubblicazione del Documento di Economia e della Finanza, da sottoporre al Parlamento entro il 27 settembre, si potrà prendere visione delle proposte del Governo. Entro 15 ottobre, poi, il Parlamento dovrà approvare la Nota propedeutica alla Legge di Bilancio 2019. Nella stessa data l’Italia dovrà inviare il testo della Legge di Bilancio 2019 all’Unione Europea.

Entro il 20 ottobre, poi, il Governo dovrà presentare al Parlamento la nuova Legge di Bilancio ed entro il 31 dicembre 2018, dopo gli immancabili emendamenti e discussioni, il testo della Legge di Bilancio dovrà essere approvato dal Parlamento.

In ognuno di questi passaggi vi possono essere cambiamenti della normativa ritenuti opportuni e/o necessari.

Dicevamo delle novità che si susseguono e, infatti, ieri 9 settembre, a Cernobbio, il Ministro dell’Economia Giovanni Tria ha riferito che le riforme annunciate dal Governo troveranno applicazione, in modo graduale ed equilibrato, con una strategia di politica economica. “Non tutto si può fare subito”.

Il Ministro Tria ha anche anticipato che nelle riforme che troveranno applicazione subito, ovvero a partire dal 2019, rientra il reddito di cittadinanza.

Per comprendere cos’è il reddito di cittadinanza e quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere, interpoliamo i contenuti della scheda del sito del Movimento 5 stelle.

Gli italiani avranno diritto al reddito di cittadinanza, se non hanno redditi o li posseggono in misura ridotta.

L’esempio che si riporta è quello di una famiglia di 4 persone che con l’applicazione del reddito di cittadinanza potrebbero percepire 1.950 euro al mese, in esenzione di imposte e da pignoramenti.

Altro esempio è quello di una famiglia composta da tre persone, con i genitori disoccupati a reddito zero e figlio maggiorenne. In questo caso il reddito di cittadinanza porterà al nucleo familiare 1.560 euro al mese.

Una coppia di pensionati che percepiscono pensioni minime da 400 euro cadauno, avrà diritto ad una integrazione di altri 370 euro per la coppia.

I requisiti per aver diritto al reddito di cittadinanza sono:

  • Avere più di 18 anni;
  • Essere disoccupato o inoccupato;
  • Percepire un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà (780 euro per una sola persona, ma l’importo varia in base alla composizione del nucleo familiare);
  • Percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà.

Coloro che avranno accesso al reddito di cittadinanza dovranno adempiere ad alcune regole:

–  Iscriverti presso i centri per l’impiego e renderti subito disponibile a lavorare;

–  Iniziare un percorso per essere accompagnato nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà di trovare un impiego;

– Offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (8 ore settimanali);

– Frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;

– Effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;

– Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;

– Accettare uno dei primi tre lavori che ti verranno offerti.

Per coloro che già lavorano a tempo pieno, ma sono sottopagati, viene assicurato un’integrazione al salario, così da raggiungere il reddito minimo.

Nessuno potrà più essere pagato meno di 9 euro l’ora.

Per i lavori part time verrà assicurata un’integrazione al salario fino ad arrivare a 780 euro al mese.

Sono previsti, inoltre, incentivi per le imprese che assumono chi ha un reddito di cittadinanza. Laboratori per la creazione di nuove imprese nei centri per l’impiego. Concessione di beni demaniali per le start up innovative.  Concessione delle terre demaniali abbandonate per progetti di recupero agricolo.

Quanto innanzi riportato è ancora tutto da confermare.

Per approfondire ulteriormente il reddito di cittadinanza, bisognerà attendere la stesura del testo che il Governo si accinge a proporre.

Per conoscere, poi, in maniera definitiva quali norme entreranno in vigore nel 2019, bisognerà attendere che il Parlamento approvi la Legge di Stabilità entro il 31 dicembre 2018.

dott. Luca De Franciscis

dottore commercialista

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3 COMMENTI

  1. In pratica, abusivi, posteggiatori, nullafacenti, piccoli criminali ecc continueranno a fare quello che fanno ora ma pagati.

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