Associazione ‘Io Salerno’: il dramma di Porta Ovest (1° atto)

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Sulle gallerie di Porta Ovest si sono consumati inchiostro e fogli di carta in abbondanza.

Tuttavia, ancora oggi, l’informazione appare notevolmente “spezzettata” e manca un quadro di sintesi sufficiente a chiarire, a chi è “poco o punto” aggiornato, i motivi per i quali risultano puntualmente disattese le ricorrenti assicurazioni sulla riapertura del cantiere.

Nella nostra modesta veste di semplici cittadini, desideriamo perciò offrire alla comunità una ricostruzione degli avvenimenti sulla base delle notizie estratte da giornali e siti pubblici, liberamente consultabili da tutti. Di ogni citazione, riportiamo la relativa fonte.

Premettiamo che, a conclusione di un concorso internazionale di idee indetto a seguito di un Protocollo d’Intesa del 2004 tra Comune, Autorità Portuale, Ministero Infrastrutture, Regione e FF.SS., la Giunta Comunale, con delibera n. 493 del 13/04/2007, selezionò la proposta strutturale e architettonica dello Studio Pica Ciamarra e Associati per dotare la Città di un nuovo, più funzionale, ingresso da Ovest (fonti diverse, tra cui Comune e  A.P.).

Con ulteriore Protocollo d’Intesa del 06/07/2007, si convenne di assegnare all’Autorità Portuale la funzione di soggetto attuatore dell’intervento e, cioè, di Stazione Appaltante. In tale veste, con delibera Presidenziale n. 155 del 31/12/2007, essa affidò allo studio Ciamarra la redazione del progetto preliminare generale poi approvato con delibera Presidenziale n. 150 del 31/10/2008 (fonte A.P.).

L’elaborato, che suddivideva l’intervento in tre sub-ambiti (Vallone Cernicchiara, area via Risorgimento-via Gatto, collegamento via Gatto-via Ligea), fu successivamente riformulato secondo le richieste della committente in data 21/01/2010 e suddiviso in due progetti definitivi (“stralci”).

Il “primo stralcio”, a sua volta, fu articolato in due lotti e, precisamente: primo stralcio primo lotto, per l’area di via Risorgimento; primo stralcio secondo lotto, per le gallerie fino a via Ligea.

Il “secondo stralcio”, relativo al Cernicchiara, venne rinviato a epoca successiva e ancora oggi, a quel che ci risulta, mancherebbe di elaborazione definitiva (fonti diverse, tra cui Comune e A.P.).

La copertura finanziaria dell’intera opera, del costo stimato di complessivi € 146,6 milioni, venne assicurata con decreto del 16/06/2009 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a valere sui fondi del P.O.N. Reti e Mobilità 2007/2013 (fonte U.T.P.S.). La copertura è stata poi trasferita ad altre fonti, dopo il 2013, con scadenza 2018.

Questi sono, in estrema sintesi, gli antefatti più significativi di una vicenda così tanto

 

complessa da imporne la ricostruzione in separati commenti.

Oggi, parliamo del primo stralcio secondo lotto (le gallerie),

Il progetto delle gallerie, dopo tutte le necessarie autorizzazioni in ambito locale e regionale, venne infine sottoposto al Consiglio Superiore dei LL.PP. che lo approvò nel Novembre del 2011 con la prescrizione di alcune modifiche prontamente apportate dallo studio Ciamarra e immediatamente validate (fonte Pica Ciamarra in Ladenuncia.it).

La gara di appalto fu aggiudicata all’ATI Tecnis+altri con delibera dell’A.P. n. 270 del 18/10/2012 per l’importo di € 98.431.650,41 corrispondente ad un ribasso del 16,038% sulla base di circa € 115milioni. L’incarico prevedeva anche la predisposizione del progetto esecutivo dell’opera, cioè della “resa minuziosa” di ogni parte dei lavori ai fini della concreta realizzazione (fonte A.P.).

In merito, nel “Capitolato – Norme Amministrative – Schema di Contratto” predisposto dalla Stazione Appaltante si legge:

– art. 52: Il progetto esecutivo dovrà essere sviluppato come naturale estensione e in stretta coerenza con il “Progetto Definitivo”, posto a base di gara, di cui l’Appaltatore ha preso perfetta e particolareggiata conoscenza. Il progetto esecutivo dovrà essere condotto nel più assoluto rispetto delle caratteristiche formali ed estetiche dell’opera, e dovrà assicurare la massima coerenza del progetto stradale, strutturale e impiantistico con quello architettonico…(omissis)….

– art. 53: Sono considerati elementi non modificabili del progetto, i seguenti

  • L’andamento plano-altimetrico del tracciato stradale,
  • I sistemi a verde di protezione degli imbocchi delle gallerie e le relative strutture di supporto;
  • In generale tutti gli aspetti visibili delle opere.

In relazione ad essi, l’Appaltatore non potrà apportare alcuna modifica, in particolare per quanto attiene gli aspetti legati alla funzionalità, all’immagine ed al risultato architettonico di dettaglio… (omissis)…(fonte A.P.).

In forza delle norme previste anche dal Codice degli Appalti, in data 02/08/2013 la Tecnis inoltrò il progetto esecutivo allo studio Ciamarra per la prevista validazione.

Sennonché, con PEC di pari data, lo studio rispose contestandone la regolarità per la presenza di significative differenze tali da renderla, come poi dichiarato, un’autostrada urbana”, frutto di “logica economico-speculativa” (cit. Pica Ciamarra in Corriere Mezzogiorno e FerraraAssociati).

In sostanza, il progettista osservò che l’elaborato esecutivo annullava il “carattere originario del progetto di Salerno Porta Ovest” (cit. Pica Ciamarra) e ne realizzava un altro completamente diverso con l’abbassamento dell’imbocco delle gallerie, l’approfondimento dello scavo, la modifica delle carreggiate nella parte terminale (in basso), la cancellazione dell’area di scambio di San Leo, la realizzazione di gallerie interne a forte pendenza (altre qui non riportate).

Non si trattava, quindi, di semplici migliorie, ma di una elaborazione del tutto nuova in aperto contrasto con le stesse disposizioni del Capitolato di gara.

Chi volesse approfondire le differenze tra i due progetti può leggere la relazione del 14/01/2014 dello studio Ferrara Associati di Firenze disponibile in rete (www.ferraraassociati.it ovvero nel sito www.ladenuncia.it).          

A parte il contenzioso tra lo studio, il Comune e l’A.P., di nessun interesse in questa sede, la storia ci dice che il progetto esecutivo della Tecnis venne COMUNQUE approvato con Delibera del Presidente dell’A.P. n. 209 del 19/09/2013 e i lavori furono avviati in data 27/09/2013 (fonte A.P.). Quest’ultima delibera introdusse anche un fatto nuovo e, cioè, divise ulteriormente i lavori in primo stralcio secondo lotto GRUPPO A (solo galleria) e GRUPPO B (viabilità autostradale) alterando, di fatto, la unitarietà dell’opera come prevista da una ben diversa impostazione progettuale (fonte Cronachesalerno.it).

Il cantiere proseguì, pur tra numerose critiche, fino a quando non venne sottoposto ad un primo sequestro da parte della Magistratura per alcuni crolli interni e per il mancato rispetto di norme di sicurezza (fonti diverse). A questo, ha fatto poi seguito altro provvedimento di maggior peso che ha sostanzialmente bloccato la prosecuzione dei lavori, a parte manutenzione e consolidamento (cfr. prossimo commento).

Le indagini giudiziarie sono state concluse nel novembre 2017 con l’inoltro di formali avvisi a 33 nominativi per causali diverse. Tra essi, sono compresi alcuni dirigenti del Comune, i membri della Commissioni di Gara di Appalto e l’ex Presidente dell’A.P. ai quali sarebbero state contestate proprio le irregolarità delle procedure amministrative con una “violazione di legge macroscopica” che avrebbe consentito la realizzazione di un’opera con tutte le caratteristiche idonee a qualificarla come “abusiva” e causa di un “significativo pregiudizio ambientale” (fonte Catania meridionews.it).

Continuiamo sulle vicende giudiziarie nel prossimo commento.

Per crescere con equità e giustizia, questa Città ha bisogno di amore.

 

e.mail: associazione.iosalerno@gmail.com

pagina fb: Associazione io Salerno

(a Mercoleedì prossimo)

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4 COMMENTI

  1. In questa città nessuno sa fare niente: tutti incompetenti e incapaci! E percepiscono compensi milionari!!!

  2. Teneteci informati anche sui reali motivi che stanno rallentando all’infinito non solo lo scavo delle gallerie, ma tutte le bretelle di raccordo con gli svincoli autostradali, nonché le diramazioni verso la viabilità ordinaria.
    E’ importante saperlo, perché Porta Ovest, pur non essendo il toccasana per tutte le esigenze del porto commerciale, rappresenta una alternativa divenuta ancora più importante ora che cominciano a manifestarti i segni di vecchiaia del Viadotto Gatto.

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