Regione Campania, via al Piano per il Lavoro

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La  giunta regionale nella riunione di oggi ha approvato l’atto con cui si avvia la procedura del concorso per l’assunzione delle figure professionali di cui è carente la Pubblica amministrazione.

Con lo stesso atto le procedure selettive del Piano per il lavoro della Campania sono state affidate al Formez.

“Creare lavoro resta la nostra priorità assoluta. La Regione Campania – ha dichiarato il Presidente Vincenzo De Luca – ha l’obiettivo di dare a un’intera generazione una speranza di vita. Ci muoveremo con determinazione per raggiungere questo risultato. Trasparenza assoluta.

Procedure concorsuali gestite da un ente terzo. Né tardo liberismo ottuso e impotente, né mance umilianti che non danno stabilità di vita. Ma lavoro. Lavoro vero per innovare la Pubblica amministrazione per il suo ringiovanimento e valorizzazione dei sacrifici di migliaia di ragazze e ragazzi.”

Con l’approvazione della delibera di oggi gli enti locali possono sottoscrivere un accordo di programma con la Regione Campania. Dalla firma avranno trenta giorni per effettuare l’analisi del proprio fabbisogno di personale per il triennio 2018-2020

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9 COMMENTI

  1. Poichè si tratta della regione Campania, del suo governatore e di assunzioni (vere o presunte, non si sa), saranno i soliti noti ad avere precedenza come sempre, ed i cosiddetti “bravi ragazzi” continueranno a fare la valigia per vivere con dignità!

  2. Se i commentatori avessero letto di cosa si tratta nei mesi passati (cosa che con grande evidenza non hanno fatto), non farebbero riferimento a “soliti noti” e quant’altro. Semplicemente, la Regione Campania si è resa conto che non riesce ad essere competitiva come la regione Puglia, che riesce a spendere quasi tutto ciò che arriva dalla UE, e questo a volte perché i dipendenti più anziani non sono stati sufficientemente formati nel corso del tempo. Allo stesso tempo, c’è molta gente prossima alla pensione (da 10 a 13.000 unità, ho letto). Si intende, perciò, assumere personale giovane per sostituire chi è in uscita, facendo un concorso e poi formazione retribuita per un paio di anni. Alla fine di questo percorso, viene creata una lista di persone utile anche ai comuni, che potranno richiedere personale senza fare ulteriori concorsi. Come possano essere favoriti “i soliti noti” onestamente non lo so, perché sarebbero ben 10.000 soliti noti.

    Mi auguro, comunque, che la Regione prenda in considerazione l’idea di andare anche a pescare in fasce d’età che non siano solo quella 25-35 anni, ma di dare spazio a persone più anziane che fanno parte di generazioni falcidiate dalla crisi economica e che non accetterebbero il reddito di cittadinanza nemmeno regalato.

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