Amalfi, ragazza tolse 30mila € da cassa ristorante per lo stupratore di Pimonte

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Una brutta storia in Costiera Amalfitana quella emersa dopo le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Amalfi che hanno tratto in arresto nella cittadina della Divina, due giovanissimi di Pimonte e Torre del Greco dopo che avevano prelevato la somma di 15mila euro dalle mani di una minorenne costiera.

P.S., di 18 anni, sarebbe il capo branco dei baby stupratori di Pimonte che nell’estate del 2016, nella valle Lavatoio, era presente allo stupro dell’allora fidanzatina, 15enne, in una zona buia, lontana da occhi indiscreti. Ingannandola, perché il branco composto da 12 coetanei potesse abusare di lei. Filmando, anche, quell’orrore senza fine. E solo qualche giorno fa il giovane, minorenne all’epoca dei fatti, aveva superato i 19 mesi di prova per quel tremendo reato. «La messa alla prova non è una punizione giusta». A sostenerlo tutti gli avvocati che erano presenti nell’aula del Tribunale minorile di Napoli. Ma evidentemente il ragazzo non avrebbe mostrato un pentimento reale durante il processo. Tanto che l’altro ieri è ritornato ad Amalfi per estorcere nuovamente danaro a quella ingenua ragazzina, 15enne della Costiera, che in Piazza Duchi Piccolomini gli aveva appena consegnato 15mila euro in contanti. Soldi provenienti dalla cassa del ristorante della famiglia della ragazza, prelevati gradualmente.

I due sono stati arrestati per estorsione in flagranza di reato. Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di disvelare che la minore già in altre occasioni aveva ceduto denaro contate ai due coetanei (30mila euro in tutto), e che era stata costretta a farlo dietro minacce esplicite ed implicite. Altre volte, secondo la ricostruzione dei carabinieri, era stata indotta a consegnare soldi per aiutarli a risolvere “problemi economici” con pericolosi pregiudicati e per paura che ci potessero essere ripercussioni su uno dei due che la giovane considerava il suo fidanzato.

I Carabinieri della Compagnia di Amalfi, diretti dal capitano Roberto Martina, ricevuta la notizia dell’ennesimo appuntamento, hanno quindi atteso i due giovani e dopo aver assistito allo scambio, sono intervenuti, bloccandoli e recuperando i soldi nascosti sotto la felpa. Condotti in caserma, sono stati dichiarati in arresto e tradotti rispettivamente al carcere di Fuorni il primo e al Centro di Prima accoglienza (il minorenne) in attesa dell’udienza di convalida.

Fonte Il Vescovado

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5 COMMENTI

  1. sono i casi in cui occorre buttare la chiave, senza se e senza ma. Lo dice uno contrario alla pena di morte e all’ergastolo. I danni fisici e psicologici fatti a questa ragazza sono incommensurabili e gli autori hanno mostrato un profilo delinquenziale spaventoso

  2. Prima di buttare le chiavi, dentro mettano anche il giudice che potendo scegliere tra carcere e messa alla prova aveva scelto quest’ultima.

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