Associazione ‘Io Salerno’: Piano Casa per costruire e per distruggere

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Non eravamo esperti del mondo finanziario ma avevamo capito che restare senza soldi significava uscire dal gioco. E che con molti soldi, invece, si vinceva.

Per questo, stavamo attenti a difendere la dotazione iniziale. Però, quando ci capitavano le proprietà di Viale dei Giardini e Parco della Vittoria non badavamo a spese. Ci piaceva investire e ci indebitavamo fino al collo per costruire case ed alberghi pensando di poter così “pelare” gli sfortunati che ci potevano “capitare”. Spesso, però, i dadi del Monopoli non davano i numeri giusti e le nostre proprietà venivano scavalcate al punto da essere costretti anche a fare marcia indietro.

Abbiamo capito, così, che l’edilizia genera ricchezza se i dadi della vita forniscono le giuste condizioni.

Se, cioè, la Comunità concorre con nuove richieste abitative grazie ad una sua crescita demografica e/o economica sufficiente a “perdonare” anche l’occupazione di nuovi suoli.

Diversamente, essa può divenire causa di gravi disgrazie oltre che di danni ambientali per l’inutile e ingiustificato consumo di territorio.

Nella nostra Città, la decrescita degli ultimi 10 anni, da circa 148.000 abitanti a circa 133.000, rappresenta un sicuro freno allo sviluppo del settore edile che, infatti, oggi si sostiene prevalentemente con le opere di ristrutturazione e riqualificazione.

La minore domanda, in parte causata dalla partenza di tanti giovani alla ricerca di lavoro in aree più sviluppate, ha fatto anche cadere i prezzi di mercato fino a oltre il 15%, e ancor più per i fabbricati più vecchi o degradati.

Se queste sono le condizioni, è evidente che accogliere richieste di ulteriori cementificazioni non può che generare la realizzazione di quartieri “semi-vuoti” se non, addirittura, di scheletri senza futuro, oltre che apportare aggiuntivi deprezzamenti al valore del patrimonio immobiliare.

Non mancano esempi, purtroppo, e molte nuove costruzioni sembrano finalizzate proprio a rappresentare la “riserva per il futuro” di imprenditori dotati di forza finanziaria.

Non indugiamo sull’argomento, ma ci appare evidente che ci stiamo incamminando verso la Città delle Case di Riposo per anziani.

Talora, le concessioni vengono giustificate con gli “obblighi” imposti dalla normativa denominata “Piano Casa” introdotta in ambito nazionale nel 2008 (cfr. D.Lgs. n. 112 del 25/06/2008) con l’obiettivo di rilanciare il settore e soddisfare le esigenze abitative delle famiglie. Era un anno pre-crisi e la condizione economico-sociale era ben diversa da quella attuale.

Successivamente, con l’accordo Stato-Regioni del 31/03/2009, la Legge consentì a ciascun Ente di emanare norme adeguate alle proprie realtà territoriali per le due tipologie previste, edilizia pubblica sovvenzionata ed edilizia privata, disponendo l’applicazione di una precisa scadenza temporale per il carattere straordinario dell’intervento che, tra l’altro, PREVALE su tutti gli strumenti urbanistici vigenti e su tutte le leggi in contrasto.

Da subito, la Legge venne accolta con qualche riserva per il timore che le disposizioni potessero divenire un “facilitatore” di attività “speculative” di arricchimento e di distruzione del territorio e dell’ambiente non potendosi escludere l’ipotesi dell’acquisto di immobili diruti per realizzare nuove costruzioni al riparo da ogni norma vigente.

E, infatti, in alcune Regioni, forse più attente, come Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Friuli V.G., la legge è stata da tempo accantonata per la sua eccessiva “permissività” e sostituita con altre norme per riqualificare ambiti urbani rispettando il territorio, evitando il consumo di suolo e adeguando l’esistente alle norme antisismiche.

La Regione Campania adottò i provvedimenti conseguenti nel 2009.

Sulla parte pubblica sovvenzionata, qui non di interesse, registriamo che in Città è stata recentemente definita una procedura di assegnazione di suoli, a Cooperative e Imprese, dopo oltre otto anni di questioni legali.

Sulla parte privata, possiamo solo riferire che la validità della normativa è fissata al dicembre 2019 mentre entro fine anno i singoli Comuni dovrebbero provvedere a chiudere le pratiche di condono pendenti (nella nostra Città sembra siano superiori a 10.000!!!).

Cosa prevede, allora, il piano casa? Indichiamo le principali agevolazioni:

– ampliamento degli edifici residenziali fino al 20% della volumetria esistente;

– demolizione e ricostruzione degli edifici residenziali con un premio di cubatura fino al 35%;

– riqualificazione e cambi d’uso di edifici non residenziali senza modifica della sagoma;

– riqualificazione delle aree urbane degradate con un bonus volumetrico fino al 50%;

il tutto in deroga agli strumenti urbanistici ma nel SOLO rispetto delle distanze minime, delle altezze massime e della normativa antisismica.

E’ ben vero che le Amministrazioni Comunali possono disporre, a collaterale del permesso, la cessione di aree o immobili per l’edilizia sociale, di spazi pubblici e parcheggi, ma è altresì vero che la realizzazione quasi “obbligata” di immobili con qualsiasi foggia o dimensione, a parte distanza e altezza massima, può costituire un danno insopportabile e irreparabile alle caratteristiche del territorio. Per  l’eternità.

Ci sono, comunque, precise limitazioni al “diritto” di edificare fabbricati: se collocati all’interno di centri storici o in zone assimilabili; se definiti di valore storico, culturale e architettonico; se ricadenti in aree di inedificabilità assoluta o sottoposte a vincoli; se ricadenti in aree dichiarate a pericolosità idraulica o geomorfologica.

Noi non sappiamo se e quali progetti siano all’esame degli Uffici Comunali.

Sappiamo, però, che l’Amministrazione è l’artefice della qualità della vita di questa Comunità ed è responsabile del territorio e dell’ambiente, uniche ricchezze che spettano a tutti, indipendentemente dalla condizione sociale. E, quindi, non può assumere comportamenti semplicemente “notarili”. La stessa Legge prevede norme di tutela.

E se è indiscusso il diritto di proprietà, che può consentire l’utilizzo edificatorio di un suolo, è anche indiscusso il correlativo e concorrente “diritto di partecipazione” che attribuisce a tutti di godere del panorama, di prendere il sole, di respirare l’aria, di alzare gli occhi al cielo per vedere le stelle.

Una Amministrazione attenta alla difesa dei veri interessi della Comunità ha gli strumenti per ottenere che gli ultimi non diventino le vittime sacrificali sull’altare del puro interesse personale di qualcuno.

Questa Città è di tutti, non solo di chi pensa, pur legittimamente, ai propri affari.

Questa Città ha bisogno di amore.

 

e.mail: associazione.iosalerno@gmail.com

pagina fb: Associazione io Salerno

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3 COMMENTI

  1. meglio tardi che mai. anche se ho l’impressione che ormai giochi sono fatti ed il puc allestito dal nostro innominabile sia stato fatto a misura per i nuovi maestri di cucchiara, stile anni 60 . ricordo ai nostri architetti paesaggisti del comune che questa città è seconda in italia per consumo di suolo e che la pretesa di incentivare la economia costruendo palazzi é il peggiore lascito che stanno facendo alle future generazioni. ma tant é!

  2. Le mani sulla città il duce le mise fin da subito ed è partita una cementificazione, con consumo di suolo, senza pari in Italia. Si è costruito anche a mare, in nome di una capricciosa riqualificazione di un’area che poteva e doveva essere destinata a verde e non ad accogliere un fabbricato obbrobrioso (crescent) che è scandalo nel mondo intero! Lo stesso dicasi per le costruzioni presso lo stadio Arechi, ridotte a scheletri abbandonati nel nulla, o meglio, nella spazzatura, perchè in quelle zone c’è sempre e solo spazzatura! Tutto ciò, mentre Salerno si svuotava e continua a svuotarsi.

  3. Concordo con il contenuto dell’articolo e spero che gli interessi privati e privatistici siano posti ad un controllo serio e rigoroso e non determini ancora disagi e difficoltà alla comunità.

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