Salerno: i loculi delle Congreghe scontro politico sui costi

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«Nel cimitero area franca gestita dalle congreghe». A denunciarlo in una nota il consigliere comunale di Salerno Gianpaolo Lambiase.

L’argomento è emerso nel corso di una commissione congiunta Politiche sociali e Urbanistica, convocata proprio per discutere di alcuni problemi relativi agli spazi cimiteriali, alla presenza del direttore Filomeno Di Popolo e del dirigente Nicola Gentile .

«Ho scoperto – scrive con ironia il consigliere Lambiase – che all’interno del nostro cimitero esiste una zona economica speciale. Una zona destinataria di importanti benefici fiscali e semplificazioni amministrative. Una zona nella quale pare non si paghino tasse, né servizi. È la zona gestita e curata dalle cosiddette confraternite o congreghe religiose». A cosa si riferisce l’architetto salernitano?

«Le congreghe o confraternite – spiega – sono di fatto proprietarie all’interno dell’area cimiteriale di edifici che contengono oltre 2mila loculi, c’è chi ne stima il doppio, che vengono direttamente concessi ai parenti dei defunti in cambio di 4mila euro a loculo. Una somma che viene evidentemente considerata obolo spontaneo e che siamo sicuri sarà impegnato per opere di bene».

«Un’offerta – continua Lambiase – che non è regolata da alcuna norma e che è assimilabile alla condizione giuridica che in anni passati era definita manomorta ecclesiastica: una situazione di privilegio in base alla quale determinati beni di chiese e conventi non erano soggetti ad imposte».

Il notaio Paolo Califano, priore dell’arciconfraternita salernitana del Carmine, il più importante di tali enti ecclesiastici, precisa su Il Mattino oggi in edicola: «È vero – afferma – che la cifra da corrispondere per la concessione trentennale del loculo, rinnovabile per altri trent’anni, è di quattromila euro, ma non è vero che non ci curiamo della manutenzione delle cappelle.

Ne abbiamo due, dove un operaio si occupa della pulizia per due giorni alla settimana. Inoltre capita spesso che provvediamo noi, economicamente, alla rottura dei mattoni necessaria all’esumazione di un defunto, soprattutto quando i suoi parenti non hanno mezzi per provvedere.

Non siamo nemmeno tassativi sui trent’anni di concessione. Quanto ci viene dato per la concessione del loculo è speso interamente per i defunti. Portiamo avanti tante opere di carità, un esempio è la recente costruzione di un pozzo in Etiopia, ma non con altri mezzi. Spesso poi collaboriamo con il Comune per la risoluzione di alcuni problemi pratici relativi al cimitero».

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