Associazione ‘Io Salerno’: Il dramma di porta ovest. Dieci domande finali

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Per una coincidenza “astrale”, l’ultimo commento sul “Dramma di Porta Ovest” del giorno 03 è coinciso con il rinvio a giudizio di 22 persone per presunte irregolarità nella gestione dell’opera.

I capi di imputazione sono diversi e risultano variamente distribuiti a seconda delle attività svolte da ciascuno degli accusati.

Spicca, per importanza, la contestazione rivolta prioritariamente all’ex Presidente dell’Autorità Portuale per l’assegnazione alla Tecnis, con il massimo punteggio (sembra), dell’appalto dei lavori del primo stralcio secondo lotto (le gallerie) nonostante la difformità tra il progetto esecutivo presentato dalla società e quello definitivo dello studio Pica Ciamarra, approvato e finanziato.

Nei precedenti commenti, ci siamo ovviamente limitati alla sola ricostruzione dei fatti giacché non è nostro compito, né volontà, entrare nel merito di una vicenda così complessa.

Però, trattandosi di un problema estremamente grave per la vita della nostra Comunità, riteniamo di non poterci astenere dall’aggiungere un “finalino” alla ricostruzione del “dramma” esprimendo alcune considerazioni e formulando conseguenti quesiti. Sono dieci, come d’uso oggi.

Auspichiamo che siano condivisi l’obiettivo di chiarezza da noi perseguito e la speranza che dal giudizio, con prima udienza il 03 Dicembre prossimo, possano emergere risposte inequivocabili.

Primo quesito, sulla modifica del progetto:

– il progetto esecutivo della Tecnis venne approvato nonostante fosse in contrasto con quello definitivo, con  le stesse previsioni del Capitolato di Appalto e fosse stato disconosciuto dallo studio Pica Ciamarra. Allora: fu una libera scelta (e perché) o esistevano motivazioni tecniche (e quali)?

Secondo quesito, ancora sulla modifica del progetto:     

– l’opera venne finanziata per un importo calcolato sulla base del progetto dello studio Pica Ciamarr, certamente più articolato e complesso. Allora: chi avrebbe beneficiato dei prevedibili minori costi del nuovo progetto visto che era già stato definito l’importo a base di gara?

Terzo quesito, ancora sulla modifica del progetto:         

– il Protocollo di Intesa tra Autorità Portuale e Comune del 31/10/2008 assegnò alla prima il ruolo di Stazione Appaltante e al secondo i compiti di supporto per l’attuazione dell’opera. Allora: la decisione di approvare il progetto Tecnis poteva essere assunta senza il consenso del Comune?

Quarto quesito, ancora sulla modifica del progetto:

– l’elaborato dello studio Pica Ciamarra, prescelto con la gara internazionale di idee, fu definito un ulteriore tassello della “primavera urbanistica salernitana” progettata dal “pantheon vivente dell’architettura internazionale”. Allora: perché il Comune non difese il progetto nei confronti della Autorità Portuale?

Quinto quesito, ancora sulla modifica del progetto:

– sembra che il progetto Tecnis sia stato considerato quale “semplice variante” rispetto a quello dello studio Pica Ciamarra. Allora: possono davvero considerarsi “semplici varianti” lo spostamento a raso dell’imbocco delle gallerie, la realizzazione di due canne secondo un tracciato in profondità lungo circa 2km (invece dei tre percorsi spezzati, parte interrati e parte fuori terra), la eliminazione della rotonda di San Leo e delle stazioni della metro con ingresso a piedi nella parte antica della Città?

Sesto quesito, sullo scavo:

– lo scavo secondo il progetto Tecnis ha seguito una nuova direzione e ha interessato strati interni in profondità. Allora: si può consentire alla prosecuzione di scavi “alla cieca”, già contestati da terzi per presunti danni subiti, non preceduti dai preliminari accertamenti sulla natura e sulla consistenza delle rocce, sulla presenza di manufatti in superficie e di eventuali falde acquifere?

Settimo quesito, sul traffico nelle gallerie:

– l’imbocco a raso ha generato un dislivello di oltre 150 metri, tra la partenza delle gallerie e l’arrivo a via Fra’ Generoso, per la lunghezza di 2 Km. Pendenza in salita/discesa di almeno l’8% (per legge non dovrebbe superare il 6%, s.e.). Considerata la necessità per i tir di usare marce ridotte, le due gallerie sarebbero assimilabili a due camere a gas. Allora: chi salverà gli autisti dai fumi in presenza di traffico in fila (sempre) o di un guasto meccanico (eventuale)?

Ottavo quesito, sugli espropri:

– premesso che la costruzione di un tunnel non dovrebbe comportare l’esproprio del suolo soprastante se la profondità è superiore a determinati valori, il nuovo tracciato non avrebbe interessato l’area di San Leo-Villa Poseidon. Allora: (salvo errore) perché con decreto n. 4 del 15/10/2014 venne espropriata una proprietà in quell’area?

Nono quesito, sulla copertura finanziaria:

– il finanziamento dell’opera venne concesso sulla base del progetto dello studio Pica Ciamarra. Allora: esiste il pericolo di un ritiro della copertura finanziaria per averne avviato uno difforme?

Decimo quesito, sulla documentazione Comunale:

SEMBRA che, nelle Premesse delle delibere e determine del Comune, sia stata sempre riportata la descrizioni dell’opera con riferimento al progetto dello studio Pica Ciamarra (ripetiamo: salvo errore). Sul sito del Comune c’è ancora quella descrizione. Solo con la recentissima delibera n. 162 del 15/05/2018 – PER LA PRIMA VOLTA – la Giunta avrebbe ufficialmente dichiarato di essere a conoscenza e accettare le scelte dell’ Autorità Portuale. Allora: perché il Comune ha ufficializzato la conoscenza della modifica del progetto con tale ritardo?

Ecco, per queste domande sarebbero opportune risposte precise ed esaustive.

In verità, le aspettiamo. Dagli Enti interessati, in primo luogo, o dal Magistrato.

Perché la Comunità deve sapere e deve capire, non essere un silenzioso spettatore pagante.

E perché ciò che si fa in questa Città non segnerà solo la sua immagine nei secoli, ma condizionerà per la vita la qualità dell’ambiente e la salute dei suoi residenti.

Questa Città ha bisogno di amore.

e.mail: associazione.iosalerno@gmail.com

pagina fb: Associazione io Salerno

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10 COMMENTI

  1. Tutte belle parole, tutti bei quesiti, ma la domanda principale è: Quando riprenderanno i lavori per terminare quest’opera e dare respiro e viabilità alla Città.

  2. Aggiungerei un undicesimo quesito, andando oltre la prassi:
    Esiste e può divenire di pubblico dominio il progetto esecutivo dei raccordi con la viabilità ordinaria e autostradale all’uscita delle galleria nell’area di via Principessa Sichelgaita? E in caso affermativo, è stato redatto secondo la proposta dello studio Pica-Cimarra, oppure con una diversa configurazione?
    Può l’Associazione fornire qualche informazione al riguardo?
    Grazie.

  3. Questa città è stata irrimediabilmente distrutta da vandali che ne hanno fatto terra di conquista esclusivamente per rimpinguare i propri conti in banca con milioni di euro! Tutto ruota intorno al porto e tutti sappiamo chi sono i cinque soggetti! Se qualcosa si può ancora fare, si fermi tutto, si usino i finanziamenti disponibili per delocalizzare il porto, si demolisca il viadotto e si abbandonino le gallerie al loro destino, perchè queste serviranno solo a spostare il gravissimo problema del traffico da via Ligea e dall’innesto del viadotto sulla ex statale, all’uscita, su via Risorgimento! Nel frattempo il porto non servirà più a niente. Dimostrazione di questi giorni: la Crown Princess, nave da crociera, che, giunta a Salerno, rifiuta l’ingresso in porto per attraccare ad un molo destinato ai containers e se ne va a Napoli. Vergogna e fallimento dei predetti noti cinque soggetti.

  4. Me lo ricordo, c’era chi in pompa magna si esaltava per l’ennesima grnade opera e chi esprimeva perplessità. Ebbene quest’ultimi erano i soliti gufi, i pinguini come li chiamava lui, quelli che non amano Salerno e dietro di lui flotte di tifosi con tessere Pd comprate in tasca…………Vi ricordo che questi sono i salernitani pronti a vendersi per un pugno di fagioli tabacchini………….non siamo capaci di dettare un’agenda politica…………ce ne erano di cose da fare con meno impatto, più semplici, meno costose, con meno avvisi di garanzia e meno varianti………………..Purtroppo questo ci meritiamo, vediamo come va a finire e se finirà………………….A proposito cari salernitani datemi del gufo…………..

  5. Al cittadino salernitano.
    Se rimpianto ci deve essere, non deve riguardare il fatto che si indugi a prendere in considerazione la delocalizzazione del porto, quanto piuttosto che si sia concepita la realizzazione di gallerie di alleggerimento per il traffico in-out il porto, secondo una direttrice assolutamente illogica e poco produttiva per le funzioni ad esse richieste.
    Il tempo è scaduto per immaginare un nuovo porto commerciale in altre sedi, ormai avviate a destinazioni d’uso diverse e difficilmente modificabili.
    Porta Ovest continua a essere un punto dolente già prima di essere completata e in più non elimina la lacuna rappresentata dalla mancanza di un raccordo ferroviario diretto fra il porto e la rete nazionale, vero handicap di un porto che aspira ad un ruolo di prestigio.
    Di questo uso improprio e fuorviante delle pubbliche finanze occorre preoccuparsi, oltre alle solite scontate espressioni di sdegno.

  6. Serve il raccordo ferroviario, via i tir dalla città. La galleria e’ un concetto sbagliato di soluzione e le misteriose modifiche l’hanno resa pure inutile e pericolosa (pendenza, vie di fuga, sicurezza).

  7. La Magistratura dirà se la decisione di modificare il progetto fu lecita e se, ovviamente, il nuovo progetto potrà essere completato. Ma se non è stato supportato da accertamenti preliminari sul terreno da scavare e se veramente fosse causa di cedimenti per il soprastante viadotto autostradale, sembra difficile che possa proseguire. Forse si dovrà fare un nuovo progetto. Altrimenti, chi si prenderebbe la responsabilità di scavare senza sapere verso dove? Su via Risorgimento i lavori furono sospesi proprio perché era necessario modificare il ponte previsto. Non risulta sia stato fatto un nuovo progetto. Stupisce, infine, la 12 domanda. La Città deve sapere e deve giudicare. Un investimento da 100milioni che oggi avrebbe dovuto già funzionare è bloccato da anni. Non sono stati i Cittadini o i Comitati a farlo. E’ stata la Magistratura. Vogliamo chiederci il perché? E la colpa a chi la vogliamo dare, ai Cittadini? Chi amministra è responsabile delle sue decisioni. Se sono utili va ringraziato. Ma non credo lo si debba fare se sono dannose. E questo, per noi, è un danno grave.

  8. scusate ma al comune non c’è tempo per pensare a queste sciocchezze. bisogna pensare alle cose serie, le luminarie che non piacciono al governatore e come fare per abbellirle. mica può fare brutta figura all’inaugurazione quando ci sarà qualche solito invitato? siate seri.

  9. Tutta la vicenda ha il sapore di una … farsa ironica!!
    Si invoca ora un intervento chiarificatore su malefatte che dovevano e potevano essere evidenziate già al primo apparire del progetto preliminare. Una accurata e realistica verifica delle caratteristiche funzionali dell’infrastruttura, che si andava a mettere in cantiere, avrebbe evidenziato che il suo inserimento nel contesto ambientale a servizio soprattutto del porto non era il più confacente alle necessità dello stesso. Inoltre la collocazione in un’area nevralgica per lo smistamento delle correnti polidirezionali di traffico non appariva ottimale e avrebbe avuto riflessi negativi anche per la mobilità nell’area cittadina. Il fatto che non risulti sia stato redatto un nuovo progetto proprio per questo item dimostra quanto critica sia la situazione.
    Occorre allora convincersi che le “dieci domande finali” non sono sufficienti per esaurire la problematica. Nè sarebbe un risultato auspicabile “abbandonare le gallerie al loro destino” come auspicato da qualcuno.
    Al contrario, con serietà, onestà intellettuale e forte determinazione occorre trovare un rimedio efficace per valorizzare quanto ancora c’è di valido e introdurre convincenti e produttive varianti per portare a compimento un’opera che risulti auspicabilmente utile sia per il porto che per la città.

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