“Resto al Sud” anche per professionisti e 45enni (di Luca De Franciscis)

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L’incentivo per la nascita di nuove imprese da avviare nel Mezzogiorno, da parte di giovani con residenza nelle Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia si sta dimostrando fruttuoso e produttivo, e di sicuro interesse anche del nuovo Governo.

La legge di Bilancio 2019, che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre 2018, nell’ultima versione aggiornata al 31 ottobre scorso, prevede all’art. 45 prevede la modifica dell’art. 1, commi 2 e 10 del D. L. 20.06.2017, m. 91 e consentirà l’accesso ai benefici anche per i professionisti (prima esclusi) e l’allargamento della fascia dì età per la presentazione della domanda di accesso al beneficio.

Prima della modifica, ora proposta, potevano accedere al beneficio solamente i giovani con età compresa dai 18 a 35 anni; con la modifica proposta la misura sarà accessibile ai soggetti di età compresa tra i 18 ed i 45 anni.

L’allargamento proposto è positivo e permetterà l’accesso ai benefici della legge “Resto al Sud” a nuovi soggetti non solo con età maggiore ma anche esercenti attività professionale.

I richiedenti devono essere residenti in una delle regioni del Mezzogiorno, come sopra individuate, al momento della presentazione della domanda, o che provvedano a trasferire la residenza entro 60 giorni dalla comunicazione di esito positivo dell’istruttoria della domanda presentata.

Ricordiamo che il bonus, consultabile sul sito di Invitalia, permette di ottenere un contributo a fondo perduto del 35% e un finanziamento bancario del 65% a tasso zero, da restituire in otto anni.

L’importo che si potrà ricevere va da 50.000 euro per le iniziative presentate da un unico soggetto a 200.000 euro per le ipotesi di associazione tra più soggetti. Possono presentare la domanda le imprese individuali, le società di persone, le società di capitali e le società cooperative ed ora anche i professionisti.

Coloro che non hanno approfondito la normativa “Resto al Sud” perché non rientranti nei parametri di legge possono farlo ora, sapendo che per presentare la domanda non ci sono scadenze né graduatorie.

Invitalia esaminerà le domande in ordine cronologico di presentazione e darà assistenza anche dopo la presentazione della domanda, permettendo di integrare e precisare laddove fosse necessario.

Chi è veramente interessato e possiede una buona iniziativa imprenditoriale non deve scoraggiarsi. Nel caso la domanda non venisse approvata non accade nulla di irreparabile. Si può presentare un’altra domanda con nuova motivazione, articolazione e finalità.

Entro due mesi dalla presentazione dei progetti, Invitalia risponderà in merito all’iniziativa imprenditoriale e, se va tutto bene, il proponente sarà convocato dagli esperti del soggetto gestore, nella sede di Roma o sentito tramite collegamento Skype. Tutti i partecipanti all’iniziativa devono partecipare al colloquio.

Per le forme societarie vi è la condizione che i soci, che non hanno i requisiti, non devono superare 1/3 della compagine sociale e non devono avere rapporti di parentela fino al quarto grado con nessuno dei richiedenti.

In merito alla valutazione dell’idea imprenditoriale è stato chiarito che avviene in due fasi: la prima serve a verificare il possesso dei requisiti, la seconda prende in esame le competenze dei soci e la fattibilità economico-finanziaria del progetto.

La sede ove svolgere l’attività può essere di proprietà del soggetto richiedente o anche presa in affitto, con regolare contratto di locazione registrato, di durata non inferiore a quella del finanziamento e potrà essere esibito dopo la conferma di accettazione del progetto e prima della richiesta di erogazione del contributo. Il contratto di locazione potrà, pertanto, essere stipulato anche dopo la conferma di accettazione della domanda.

I tempi di erogazione del contributo a fondo perduto dipendono dallo stato di avanzamento dei lavori. La prima erogazione del contributo (fondo perduto del 35%) sarà eseguita a stati di avanzamento dopo la realizzazione di almeno il 50% del progetto – da dimostrarsi con fatture anche non quietanziate – e dalla conferma di aver ricevuto il finanziamento dalla banca convenzionata con Invitalia.

I tempi per completare e realizzare il progetto d’impresa sono sufficientemente congrui. Si ha tempo fino a 24 mesi dal provvedimento di concessione, ovvero di approvazione da parte di Invitalia.

Una precisazione è necessaria. Il soggetto richiedente il beneficio non dev’essere titolare di partita iva movimentata alla data del 21 giugno 2017 e nel caso di società, non bisogna essere rappresentante legale di società iscritte al registro delle imprese.

Nessun problema, quindi, per le società costituite dopo il 21 giugno 2017.

Per quanto riguarda l’acquisto dei beni necessari per avviare il progetto d’impresa è previsto che sono ammessi solamente beni nuovi di fabbrica e non anche beni usati.

I beni così acquistati non devono essere trasferiti dalla sede dell’azienda, né possono essere utilizzati per usi diversi fino a cinque anni successivi al completamento del programma e comunque non prima della completa restituzione del finanziamento ottenuto a tasso zero.

Sono ammesse a finanziamento anche le spese per opere edili, nel limite massimo del 30% del programma di spesa complessivo, se riguardano interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria connessa all’attività da intraprendere.

Ancora una precisazione. Il beneficiario del finanziamento, al momento dell’accettazione dell’istanza e per tutta la durata del finanziamento, non deve risultare titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto.

Per ulteriori approfondimenti si rinvia alla pagina: INVITALIA.

Per leggere le risposte alle domande frequenti, consultare le: FAQ.

Luca De Franciscis

dottore commercialista

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