Caremar, motori spenti all’ormeggio. Stop-inquinamento, ora spera anche Salerno

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Se “una grande nave inquina quanto mille tir” (cit. ItaliaNostra) allora esiste un (grande) problema di inquinamento sia nei porti che nelle aree urbane retrostanti. Per incamminarsi verso la soluzione, in Campania l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale ha di recente firmato un protocollo d’intesa “che avvia la collaborazione con Enel e Caremar per la realizzazione di un’infrastruttura per l’alimentazione elettrica delle navi”.

L’Autorità di Sistema Portuale spiega: “I tre soggetti avviano un rapporto che consentirà alle imbarcazioni Caremar in arrivo nel porto di Napoli di utilizzare l’energia elettrica e spegnere i generatori di bordo minimizzando l’inquinamento atmosferico ed acustico. L’impianto sorgerà nell’area della banchina di Calata Porta Massa nel porto di Napoli e riguarderà i collegamenti garantiti da Caremar. Grazie a questo accordo sarà ridotto l’impatto ambientale legato al traffico marittimo portuale e si darà vita al primo porto ‘sostenibile’ del Mezzogiorno”.

Adsp fa inoltre sapere che il protocollo, immediatamente operativo, avrà la durata di tre anni. Caremar realizzerà l’infrastruttura necessaria e ne richiederà la connessione al distributore locale; AdSP riconoscerà a Caremar un ecobonus sui diritti di ancoraggio e di security mentre Caremar verserà ad AdSP un canone annuo per l’occupazione della porzione di area portuale e provvederà a ogni attività di manutenzione degli impianti e delle infrastrutture necessarie all’alimentazione delle proprie navi.

Enel predisporrà un’offerta per la fornitura di energia elettrica in grado di soddisfare le necessità di acquisto di Caremar ed entro il 2019 installerà infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici all’interno del porto di Napoli facendosi carico della loro manutenzione. L’alimentazione elettrica dei traghetti Caremar per i collegamenti con le isole del Golfo sarà operativa già entro il 2019.

“L’elettrificazione – ha dichiarato Pietro Spirito, Presidente AdSP – costituisce parte di una complessiva strategia di miglioramento dell’impatto ambientale nei porti che deve considerare anche la realizzazione di depositi di GNL, il passaggio al led per l’illuminazione pubblica, la produzione di energie alternative. Su questo impianto complessivo siamo impegnati come Autorità del Mar Tirreno Centrale”.

“L’impegno di Enel a favore dell’ambiente e del territorio è costante e l’accordo – ha dichiarato Carlo Tamburi, Direttore Italia di Enel – va in questa direzione. Consentendo alle navi di spegnere i motori per tutta la durata della loro permanenza in porto, si abbattono le emissioni in atmosfera, migliorando la qualità dell’aria in città e si riduce l’inquinamento acustico.

Auspico che l’esempio virtuoso di Caremar possa essere seguito a breve da altri operatori e da altre Autorità portuali. Grazie al contributo di Enel, saranno anche installate infrastrutture di ricarica elettrica che consentiranno ai veicoli in transito da e verso il porto di annullare le emissioni e creare un sistema integrato di mobilità cittadina senza impatto ambientale”.

Caremar, grazie all’impegno profuso dal Comandante Vincenzo Ponti, è parte attiva e ideatrice di questo progetto – ha dichiarato Francesco Ceci, Amministratore Delegato di Caremar – Abbiamo infatti l’obbiettivo di incidere in modo significativo sull’impatto ambientale generato dall’attività delle nostre navi e intendiamo compiere un salto qualitativo nell’abbattimento delle fonti inquinanti dal punto di vista atmosferico e acustico.

L’accordo con la AdSP ed Enel muove in questa direzione per la parte di attività che riguarda la sosta in porto delle imbarcazioni e quindi il contatto più diretto con le aree urbane attraverso l’opzione elettrica in alternativa a quella diesel. Non ci vogliamo fermare qui. Caremar ha in programma anche la riduzione dell’inquinamento durante la navigazione.

Questo risultato sarà realizzato attraverso l’adozione di nuove tecnologie sia per quanto riguarda gli apparati di propulsione che per quanto riguarda l’uso di prodotti siliconici per lo scafo. In entrambi i casi si conta di ottenere un significativo risultato abbassando i consumi di carburante per quanto riguarda la propulsione e riducendo al minimo la dispersione di residui grazie all’uso di prodotti biocompatibili”.

L’evoluzione ‘green’ ha avuto immediata eco a Salerno: “Ora aspettiamo di conoscere dall’Autorità di Sistema Portuale i progetti di sviluppo delle energie alternative sulle banchine su cui affacciamo. L’inquinamento prodotto dalle navi ormeggiate e con i motori accesi è insostenibile”, dicono, secco, alcuni abitanti della zona, appartenenti al comitato Retro Porto.

Fonte LaDenuncia.it

Foto della firma: Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale

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1 COMMENTO

  1. I casi di tumori che colpisce uomini e donne nel quartiere Porto e in continuo aumento, facile da rilevare presso il nosocomio di Salerno, dati allarmanti, dimenticavo la malattia colpisce gli stessi operatori della Coop. FLAVIO G.

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