Ente Idrico Campano ‘commissaria’ distretto Sarnese Vesuviano per salvare Gori

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Stamane i rappresentanti della ‘Rete dei Comuni per l’acqua pubblica’ hanno occupato simbolicamente gli uffici della direzione generale dell’Ente Idrico Campano in segno di protesta contro l’incredibile colpo di mano messo in atto nelle ultime ore per annullare l’elezione del nuovo coordinatore del distretto Sarnese Vesuviano e commissariare di fatto l’organismo. Il presidio è stato sciolto solo dopo l’incontro col direttore generale dell’Ente Idrico Campano, Vincenzo Belgiorno, che ha accolto la richiesta di convocare entro 15 giorni le elezioni suppletive per la nomina dei componenti decaduti e dimissionari, garantendo il ripristino della democrazia e il rispetto delle regole.

L’elezione del coordinatore era attesa da oltre sette mesi ed è stata surrettiziamente annullata dalle note inviate dal consigliere anziano Aristide Rendina (sindaco di Striano) e dal presidente dell’Ente Idrico Campano Luca Mascolo (sindaco di Agerola), che annunciavano le dimissioni rassegnate con un colpo di teatro da due membri del distretto: Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio a Cremano, e Giuliana Di Fiore, assessore al Comune di Ercolano, città in cui Gori ha da anni il suo quartier generale.

Dimissioni a sorpresa che, solo per effetto della modifica statutaria pensata appositamente e frettolosamente approvata in modo illegittimo il 4 dicembre scorso, hanno portato il numero dei membri effettivi sotto la soglia dei 21 componenti e provocando, di conseguenza, la sospensione a tempo indeterminato di ogni attività del distretto. Un pretesto per commissariare l’ente e impedire l’elezione di Manlio Torquato, sindaco di Nocera Inferiore, a nuovo coordinatore, indicato unitariamente dai rappresentanti della ‘Rete dei Comuni per l’acqua pubblica’ e la conseguente messa all’ordine del giorno della liquidazione della gestione privata Gori, i cui bilanci hanno accumulato oltre 300 milioni di perdite, nonché la successiva ripubblicizzazione del servizio idrico integrato attraverso la costituzione di un’azienda speciale di diritto pubblico a servizio di 1 milione e mezzo di cittadini che vivono nei 76 Comuni del territorio.

In compagnia dei rappresentanti istituzionali eletti nel consiglio di distretto, in prima fila padre Alex Zanotelli, simbolo storico dei movimenti per i beni comuni, e gli attivisti dei comitati per l’acqua pubblica dell’area nolana, dell’agro nocerino, della zona stabiese e vesuviana, nonché in segno di solidarietà alcuni delegati del distretto di Napoli. Nove sono gli amministratori presenti nell’assemblea che si sono schierati dal primo momento a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico e la messa in liquidazione di Gori SpA: Massimo Pelliccia (Casalnuovo di Napoli), Manlio Torquato (Nocera Inferiore), Bernardo Califano (Pagani), Roberto Falcone (Angri), Raffaele De Simone (Roccarainola), Francesco Gioia (Fisciano), Vincenzo Fiengo (Cercola), Edoardo Serpico (Scisciano), che non riconoscono alcuna efficacia alla comunicazione di annullamento della seduta convocata per questa mattina, annunciando di voler difendere in tutte le sedi le prerogative riconosciute dalla legge e il loro ruolo di rappresentanza democratica degli interessi dei cittadini.

 “Una vicenda gravissima che mina alle fondamenta la prosecuzione dell’esistenza dell’Ente Idrico Campano – sottolineano i rappresentanti della Rete  – con conseguente riacquisizione delle insopprimibili competenze degli enti locali sulla gestione del servizio idrico. In ogni caso, tutti gli atti saranno inviati all’autorità giudiziaria, riservandoci di agire nelle sedi opportune per tutelare le funzioni e le competenze attribuite dalla legge”.

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