Le barriere del Diritto allo studio (di Tony Ardito)

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Solo il 32% delle scuole italiane, in pratica meno di una su tre, è accessibile ai disabili per via delle barriere architettoniche.

Il dato è fornito l’Istat, che precisa anche come la situazione sia leggermente migliore al Nord (con il 40% di scuole accessibili) e peggiore al Sud (26%).

Tra le aree più virtuose la Valle d’Aosta (66% di scuole a norma) e la provincia di Bolzano (47%), male Campania e Molise (22%).

La vita dei disabili in Italia è davvero dura. Non solo devono fare i conti con una condizione che di per sé è svantaggiata, ma anche con talune quotidiane difficoltà e che, viceversa, dovrebbero essere quantomeno limitate al massimo, soprattutto in alcuni contesti, come ad esempio la scuola. Anche su questo versante, dunque, c’è ancora tanto da fare.

Non meno importante, è il capitolo afferente al numero degli insegnanti di sostegno specializzati che risulta insufficiente. Come si evince dal report dell’Istituto di Statalistica “L’inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell’offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno”, il 36% degli insegnanti per il sostegno viene selezionato dalle liste curriculari ovvero dalle liste degli insegnanti destinati all’intero gruppo classe e non formati ad hoc. Questo perché la graduatoria degli insegnanti specializzati non è sufficiente a soddisfare la domanda.

C’è, altresì, da evidenziare che una scuola su quattro risulta carente di postazioni informatiche adattate alle esigenze degli alunni diversamente abili. Contrariamente a quanto previsto per un percorso didattico inclusivo, la collocazione delle postazioni informatiche in classe risulta poco frequente (43% delle scuole).

La situazione appare ancora più difficile se si apre uno spaccato sull’accesso agli studi universitari, tanto da far assurgere addirittura agli onori della cronaca i casi di giovani con disabilità che conseguono il diploma di laurea. Cosa che, invece, già da tempo, non desta più stupore alcuno in quasi tutti i Paesi occidentali.

Uno dei principi fondamentali di uno Stato democratico è, appunto, garantire a tutti i cittadini parità di opportunità alla nascita.  Considerate le statistiche, l’Italia ha ancora un bel tratto di strada da percorrere.

In vena di auspici, non fosse altro che per l’anno appena iniziato, dovremmo innanzitutto augurarci una comunità in cui le forbici dei divari sociali, culturali ed economici, anziché acuirsi subdolamente, inizino ad assottigliarsi tangibilmente.

Tony Ardito

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