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Salerno: “Cosa ci resta? Incontri dibattito sul futuro della città”

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Salerno capitale della cultura. Mirano a questo le associazioni Italia Nostra, Figli delle Chiancarelle, Forum della Cultura che daranno vita ad una serie di 7 incontri in programma da gennaio a maggio 2019 all’Archivio di Stato di Salerno, partner dell’iniziativa “Cosa ci resta? Incontri dibattito sul futuro della città” con l’obiettivo di iniziare un discorso sui temi della vita cittadina. E’ sarà proprio l’Archivio di Stato ad ospitare gli incontri in quanto unico luogo di aggregazione in città.

Aldo Masullo, Tomaso Montanari, Nino Daniele, Aurelio Musi, Geminello Preterossi, Isaia Sales, Marco De Marco, Antonello Caporale e Gaetano Amatruda saranno alcuni dei protagonisti che prenderanno parte all’iniziativa.

«Noi speriamo siano seguiti dalla città perché sono incontri che hanno l’obiettivo di animare in città un dibattito ampio su varie tematiche», ha dichiarato Raffaella Di Leo, esponente di Italia Nostra. Cosa ci resta vuole invitare la popolazione salernitana a discutere di tematiche complesse che attraversano il nostro territorio, protagonista di interventi urbanistici che hanno inciso radicalmente sull’identità storica e culturale della qualità della vita.

«L’idea è quella di raccogliere il materiale di questi sette incontri per iniziare una discussione che vada al di là delle critiche. Veniamo da un’amministrazione consolidata negli ultimi 20 anni che ha fatto determinate scelte per cui crediamo sia giunto il momento di fare dei bilanci.

Per questo abbiamo diviso gli incontri in 7 appuntamenti principali con esperti del settore per mettere al centro dell’attenzione quelle che possono essere le problematiche principali del territorio e della sua provincia e alla fine di questi lavori cercheremo di realizzare una pubblicazione che dovrebbe essere la parte iniziale della seconda fase quando ci saranno ulteriori attività di questo tipo.

L’iniziativa è a costo zero ed è la dimostrazione che si può fare cultura, informazione anche spendendo poco», ha spiegato invece Mimmo Florio, esponente di Figli delle Chiancarelle che alla domanda “Cosa resta di Salerno?” risponde: «La città ha avuto una trasformazione enorme sia sul fronte mare che sul fronte collinare o le scelte strategiche della cessione di alcune società come la Centrale del Latte che era pubblica ed è stata venduta.

Il nostro giudizio è abbastanza critico: non vorrei dire che ci restano macerie ma siamo giù per lì. Cercheremo di analizzare in maniera seria, critica e senza pregiudizi per poi ripartire perché bisogna dare una prospettiva a questa città per i prossimi 30 anni: siamo dell’idea che questa città debba sviluppare molto il mare e la portualità, che potrebbe essere riconvertito e fare economia».

Fonte Le Cronache

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