Sfollato dal carcere di Salerno aggredisce agente a Poggioreale

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Ancora caos nelle carceri italiane, momenti di tensione a Poggioreale e Cuneo. Nel carcere napoletano un detenuto viene trovato in possesso di un telefonino con sim funzionante e alla contestazione del cellulare va in escandescenza, ingerisce la sim e aggredisce gli agenti della polizia penitenziaria che avevano trovato l’apparecchio. Solo l’intervento dei colleghi degli aggrediti ha evitato il peggio.

Il detenuto è stato condotto in un reparto di separazione, dove lo stesso ha distrutto suppellettili e impianto idraulico della cella, barricandosi dentro e impedendo l’accesso agli agenti e ai sanitari.

I due agenti vittime dell’aggressione hanno dovuto far ricorso al ricovero presso l’ospedale civile. L’uomo era uno dei detenuti sfollati dal penitenziario di Salerno per motivi di ordine e sicurezza dopo la sommossa del 15 gennaio scorso. A darne notizia è Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

Solidarietà ai poliziotti penitenziari di Poggioreale arrivano da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: «E’ solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se  le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie.

La situazione del carcere di Napoli Poggioreale si è notevolmente aggravata. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’».

Momenti di tensione anche nel carcere di Cuneo dove ieri sera è divampato un incendio nel carcere per la protesta di alcuni detenuti che credevano, erroneamente, che un loro compagno fosse morto suicida. E’ successo all’interno della III sezione, dove i reclusi hanno lanciato bombolette di gas e hanno dato fuoco a carta, lenzuola e coperte. In realtà il detenuto aveva tentato di togliersi la vita ma era stato salvato dalle guardie carcerarie. «La voce della morte dell’uomo – spiega il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe – era stata sparsa da un altro detenuto».

«Il tempestivo intervento dei poliziotti, con grande senso di responsabilità coraggio e professionalità, ha permesso di evitare più gravi e tragiche conseguenze, coordinati con grandi capacità dall’Ispettore di Sorveglianza».

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