Da Vallo al Festival di Sanremo: storia d’amore lunga 25 anni 

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Da Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, e da Rovigo a Torino, provengono Maria De Cristofaro, Giovanni Positano, Rosa Positano e Catena Rosa. Ogni anno, in occasione del Festival della Canzone Italiana,lasciano la loro quotidianità per venire a Sanremo e godersi dal vivo la magia della kermesse canora.

“Veniamo a Sanremo ogni anno da ben 25 anni – dice la signora Maria -Abbiamo un ristorante nella nostra città e puntualmente lo chiudiamo durante la settimana del Festival per poter venire qui. Ogni anno veniamo, soggiorniamo nello stesso albergo, che ormai è diventata una nostra seconda casa visto che ci hanno sempre accolto bene, è un ambiente molto familiare, e prendiamo dei posti all’Ariston per guardare dal vivo le serate”.

Il loro ristorante è una delle attività di ristorazione storiche del Cilento, ma da venticinque anni il ristorante chiude quando la famiglia Positano vola nella Città dei Fiori per seguire l’evento comodamente seduta in platea.

Ci sono persone che scelgono di fare le vacanze in crociera o sulla neve, noi invece preferiamo prenderci le ferie e venire a Sanremo – continua la signora Maria – Del Festival ci piace la musica, l’atmosfera e il fatto di essere presenti, di essere lì”.

“Noi veniamo da 19 anni, dal 2000 – afferma Rosa – Sanremo è una bella città, ha una bella passeggiata ed è un posto molto familiare e accogliente e poi è la Città della Musica. Ci veniamo volentieri. Inoltre in questi anni abbiamo avuto l’occasione di farci molti amici provenienti da ogni parte d’Italia e il Festival è diventato un’occasione anche per rivederli una volta all’anno”.

Anche quest’anno, come è ormai da tradizione, sono giunti nella Città dei Fiori per osservare da vicino il secondo Festival di Baglioni: “Ci è piaciuta a metà – dicono tutti dopo aver visto la prima serata, andata in onda ieri sera dal palcoscenico dell’Ariston – Abbiamo trovato un’atmosfera un po’ pesante rispetto a molte altre edizioni. Virginia Raffaele e Claudio Bisio sono dei fantastici comici, ci aspettavamo più comicità e risate, invece hanno fatto solo i presentatori e forse non eravamo pronti a vederli in questo ruolo. Ci aspettavamo altro, forse erano un po’ emozionati e questo a giocato a loro sfavore”.

“Questa edizione non ci ha impressionato molto, anche lo spot di presentazione del Festival già non ci aveva colpito. Sono state però molto belle le esibizioni di Il Volo e di Arisa” – commentano – Ci sono state edizioni migliori, per esempio il Festival di Pippo Baudo, di Bonolis o di Morandi. La riuscita di un Festival sta sempre nella scelta del cast giusto. Ogni anno dovrebbero cambiare per renderlo sempre nuovo ed emozionante, vedremo come saranno le altre serate”.

“Abbiamo visto tante edizioni, sentito tante canzoni dal vivo e ci siamo accorti che la kermesse canora è cambiata molto negli anni. Sono state introdotte novità positive nell’arco delle edizioni, ma purtroppo abbiamo notato anche degli aspetti negativi. Per esempio non fanno più quelle belle canzoni sentimentali di una volta, come quella di Nino D’Angelo, ora sono tutte moderne: carine, orecchiabili e ballabili, ma non restano in mente dal primo ascolto.

Bisogna ascoltarle almeno due o tre volte prima che ti rimanga il ritornello in testa, una volta invece bastava solamente un ascolto e quando uscivamo dall’Ariston già la cantavamo.

L’unica che abbiamo cantato da subito è stata quella de Lo Stato Sociale dell’anno scorso. L’edizione 2018 è stata bella. Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker sono stati bravi” – sottolineano – “La sicurezza è necessaria,  l’Ariston è ben protetto e ci sentiamo molto sicuri, però forse hanno esagerato un pochino. Una volta si era più liberi, ora si devono fare code infinite per poter entrare”.

“Negli anni siamo riusciti a raccogliere tante foto di cantanti e artisti che abbiamo collezionato ed esposto nel nostro ristorante, dove una voltaabbiamo avuto anche l’onore di ospitare Gianni Morandi, una persona davvero gentile e simpatica – confidano Maria e Giovanni – Forse quello che manca agli artisti di oggi, soprattutto i più giovani, è il contatto con il pubblico. Una volta Morandi anche se non poteva è riuscito a salire in galleria solo per salutare una sua fan. Questi gesti non si vedono più ai giorni nostri, è un peccato”.

Fonte Riviera24.it

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