Musica e Ambiente (di Tony Ardito)

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Sull’eco delle melodie Sanremesi, ci poniamo un quesito apparentemente bislacco: che impatto ambientale genera la produzione musicale?

La risposta può stupire, ma le canzoni possono implicare un costo ambientale non indifferente che dipende da come e quanto la si ascolta.

Lo hanno rivelato due ricercatrici inglesi della Keele University, Sharon George e Deirdre McKay. Nella indagine non si fa riferimento all’inquinamento acustico, quello provocato da rumori molesti, ma a quello materiale, che danneggia l’ecosistema.

Quanto impatta, invece, sull’ambiente il vinile? I vecchi 78 giri erano prodotti in gomma lacca, sostanza naturale ottenuta dall’emittero femmina (un insetto che deposita la resina sulla corteccia degli alberi).

Oggi, però, non è più così. Basti pensare che, in base allo studio di George e McKay, i 4 milioni di LP venduti nel 2017 nel Regno Unito generano 1900 tonnellate di CO2, pari all’impronta annuale di circa 400 persone, senza considerare trasporto e imballaggio.

Sotto la lente di ingrandimento pure i CD in policarbonato ed alluminio, diffusi a partire dagli anni ’80. Molto resistenti e quasi indistruttibili, in realtà rappresentano una enorme quantità di materiale in discarica difficile da smaltire. Anche se il loro impatto ambientale resta inferiore a quello causato dal pvc, sono, comunque, composti da materiali misti: difficili da separare e antieconomici. Pure la custodia, in policarbonato, non è del tutto riciclabile.

Finanche lo streaming, mezzo ormai super utilizzato e con eccelsa qualità del suono, ha i suoi riverberi. I file, infatti, sono archiviati su server, i quali vanno costantemente alimentati e raffreddati.

Le informazioni vengono, poi, recuperate e trasmesse attraverso la rete a un router, e trasferite via wifi ai nostri dispositivi. Su questo tema, la ricerca ha svelato che riprodurre un album online più di 27 volte consuma maggiore energia e genera più gas serra rispetto alla creazione del relativo cd.

Qual è, quindi, la soluzione ottimale per aiutare l’ecosistema? Il vecchio vinile, quello con copertina in cartone, risulterebbe l’alternativa più ecologica. Del resto gli appassionati lo sostengono da sempre: la qualità offerta da questo supporto, che a tanti potrà sembrare antico, è ineguagliabile.

Pure attraverso la musica, l’ambiente sembra voglia ricordarci di non essere proprietà esclusiva di alcuno, ma un dono per ciascuno e sussurrarci: “Abbi cura di me”. Una invocazione ad avere maggiore premura e rispetto verso il circostante e noi stessi.

Per dirlo in modo esplicito, allora, non solo “Soldi”.

Tony Ardito

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