Ass. ‘Io Salerno’: Nuovo Puc, lasciamo decidere ai cittadini’

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La mamma era democratica. Prima, ci chiedeva spiegazioni. Poi, ci lasciava partecipare alla decisione.

In ogni caso, spettava a Lei giudicare e, il più delle volte, ci assolveva. Ma, quando l’avevamo proprio fatta grossa, procedeva. Il battipanni era dietro la porta del suo armadio.

“Lo faccio per voi”, ci diceva.

E vero. La mamma ci voleva bene anche quando ci faceva male.

Perché ci rendeva consapevoli del “buono e del cattivo”. Ci costruiva una coscienza. Ci faceva “memorizzare” le conseguenze al punto che le ricordiamo ancora oggi.

Una Comunità dovrebbe avere le stesse regole. Ovviamente, senza battipanni.

E, quindi, dovrebbe essere guidata dai responsabili con provvedimenti fondati sull’ascolto continuo e sulla riflessione. Dopo, ogni decisione sarebbe certamente più giusta.

Così fu in origine, quando i cittadini si riunivano nelle piazze. Poi le cose sono cambiate, perché il progredire della civiltà ha imposto la conoscenza di pertinenti nozioni e la sussistenza di specifiche competenze non diffusamente presenti nella collettività. Per governare, ovviamente, non per capire.

Tutto questo ha portato all’istituto della delega, intesa come attribuzione a rappresentanti esperti e di fiducia, nominati attraverso procedure selettive, dei poteri di gestione delle organizzazioni complesse.

Su questo principio si fonda, quindi, l’autorità dei responsabili di Società grandi e piccole, di Associazioni e, più in giù, di Condomini e Circoli Bocciofili. E anche quella delle Amministrazioni Pubbliche, nazionali e locali, per il governo del “bene comune”.

La delega è totale. Gli organi, eletti nel rispetto delle Leggi, sono dotati di tutti i poteri ed esercitano le rispettive funzioni in piena autonomia, con l’unico condizionamento rappresentato dalla valutazione finale sistematicamente effettuata, con la prova elettorale, allo scadere del periodo di incarico.

Le Leggi, però, non hanno completamente annullato la potestà dei singoli e hanno previsto, nei casi ammessi, il loro diretto coinvolgimento attraverso forme di “democrazia partecipativa” e di “democrazia diretta” che affiancano quella “rappresentativa”. La disciplina è nella nostra stessa Costituzione e, per gli Enti Locali, in una prima legge del 1990 seguita dal Testo Unico Enti Locali (TUEL) del 2000.

Con questi due provvedimenti, in particolare, è stato fatto obbligo ai Comuni di inserire negli Statuti specifiche norme per regolamentare la partecipazione del popolo alla vita pubblica, sia mediante la presentazione di istanze, petizioni, proposte (democrazia partecipativa), sia di leggi e di richieste di referendum (democrazia diretta). Tuttavia, chi ha fatto la legge, non ha obbligato al rispetto. Così, alcuni Comuni sono ancora privi di tali strumenti.

E, purtroppo, tra questi c’è anche la nostra Città, benché le norme siano state puntualmente inserite nello Statuto approvato nel 1991, con integrazioni successive, al Titolo III, Capi I e II della Sezione Istituti di Partecipazione Popolare, artt. 34 e seguenti.

Al riguardo, non sappiamo dire se sia da considerare in attuazione di tali previsioni la procedura, recentemente introdotta, per l’iscrizione delle Associazioni tra Cittadini in uno speciale Registro al fine di avviare, con esse, rapporti di collaborazione e di consultazione.

In ogni caso, nulla è stato fatto (s.e.) in favore dei singoli e, quindi, tuttora è esclusa la possibilità di utilizzare questi strumenti a tutela degli interessi della intera collettività.

Ci risulta, però, che presso la Commissione Trasparenza è in corso la redazione del regolamento attuativo delle fattispecie fin dall’Aprile dello scorso anno e che, con protocollo n. 0140120 del 30/07/2018, il Difensore Civico di Regione Campania ha invitato il Comune …(omissis)… “entro 60 giorni dalla ricezione della presente, a provvedere all’adozione del regolamento per il funzionamento degli istituti di partecipazione e degli organismi di partecipazione popolare”. Beh, i sessanta giorni sono scaduti da tempo.

E, ad oggi, non abbiamo aggiornamenti.

Eppure, sono molti gli argomenti sui quali i cittadini avrebbero diritto, oltre che interesse, ad esprimere la propria opinione, a partire dalle scelte di programmazione del territorio nel quale si svolge e sviluppa la vita.

Chi nasce nella nostra comunità, oggi, non trova soltanto un ambiente modificato e modellato storicamente nei secoli, ma trova anche porzioni inquinate e devastate da un accelerato processo di urbanizzazione frutto di una crescita tumultuosa, almeno fino a qualche anno fa, e di prevalenti attenzioni alle utilità e alle rendite fondiarie inseguite con estro e fantasia.

In molti quartieri mancano spazi, aria, luce e da qualche balcone si può tranquillamente passare lo zucchero e il caffè al vicino. Non ci sono parcheggi, campetti per i giovani, percorsi funzionali o tematici, aree di socializzazione, spazi per i bimbi e gli anziani.

L’urbanistica affida ora la soluzione di questi problemi ad una mirata attività di pianificazione del territorio da porre in essere, da parte dei responsabili, attraverso la redazione di un documento di indirizzo, il PUC.

Quindi, spetta agli Amministratori decidere, per delega, il futuro assetto della Città.

Ma la Trasformazione Urbana è un processo pienamente delegabile?

Noi pensiamo non lo sia. Perché coloro che fanno parte di una Comunità hanno il diritto di partecipare al godimento del territorio e dell’ambiente quali ricchezze libere messe da un Dio (qualsiasi Dio) a disposizione di tutti.

E, quindi, ogni mutamento dello stato di fatto, che possa incidere sulle modalità di “vivere la presenza” configura, per noi, l’alterazione di una dote che appartiene a tutti i residenti.

Noi non siamo contrari all’esercizio del diritto di proprietà. Tutt’altro.

Siamo però convinti della esistenza di un “concorrente” e “prevalente” diritto della Comunità a vivere in un ambiente conformato secondo logiche di equilibrio che consentano di lavorare con serenità, muoversi con tranquillità, creare una propria famiglia, crescere i figli, progettare il futuro con gioia e vitalità e nel rispetto di una stretta relazione emotiva di appartenenza.

Queste sono, per noi, le condizioni per trasformare un aggregato di persone in una vera Comunità di anime.

In questi giorni, è in fase di chiusura la procedura di revisione decennale del PUC della Città.

La lettura della relazione induce a qualche riflessione su ciò che diversamente poteva essere immaginato con riferimento, in particolare, alle nuove cubature edilizie. Ne abbiamo parlato nelle scorse settimane (*).

In effetti, può, una ulteriore disponibilità di case, costituire l’effettivo interesse dei residenti?

Non sarebbe opportuno, prima di discutere di questo, procedere alla riqualificazione urbana con il riequilibrio delle aree, la restituzione di terreno edificato mediante la sostituzione edilizia, l’ampliamento del verde pubblico e dei parcheggi, la creazione di parchi “veri” e di spiagge per tutti?

E non sarebbe opportuno, prima di discutere di questo, dare attenzione alla mobilità realizzando nuovi possibili collegamenti ovest–est, paralleli al mare, per agevolare gli spostamenti?

E, non sarebbe opportuno, prima di discutere di questo, ripensare alle linee del trasporto urbano con la istituzione di stazioni di scambio per percorsi circolari più veloci ed efficaci tra i quartieri?

Non tocca a noi dare una risposta. Ma pensiamo sia giusto consentire a tutti i cittadini di esprimere la loro opinione, considerato che ciò che si realizza oggi è destinato a durare nei secoli.

E, allora, trascorsi ormai più di venti anni dalla approvazione dello Statuto, riteniamo sia questa l’occasione per chiudere con urgenza i lavori della Commissione Trasparenza, assumere le conseguenti delibere e avviare immediatamente la procedura per l’organizzazione di un referendum consultivo sul progetto di ridisegno edilizio della Città.

Partecipare a scelte primarie, è un diritto dei cittadini. Sancito anche dalla Legge.

La mamma usava il battipanni dopo aver ascoltato le nostre giustificazioni. Non prima.

Questa Città ha bisogno di amore.

e.mail: associazione.iosalerno@gmail.com

pagina fb: Associazione io Salerno

 (*) cfr. commenti del Mercoledì a partire dal 23/01/2019 sulla pagina Fb.

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1 COMMENTO

  1. L’idea referendum consultivo sul puc mi piace, però poi le domande dovrebbero essere poste bene(non come quella dei 5S su Salvini), con specifiche sulle singole situazioni . Ultima parola sempre al consiglio comunale

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