Crisi del commercio a Salerno, Negozianti: «Vendite in calo costante»

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Dati negativi per il commercio salernitano che neppure attraverso i saldi invernali è riuscito ad invertire la rotta negativa.

Provate tutte le soluzioni ma il mercato ristagna.

Lo scrive Il Mattino oggi in edicola. Secondo molti negozianti c’è stato un calo delle vendite nel corso dei saldi che oscilla tra il 10 ed il 15%.

In tanti chiedono di rivedere il periodo dei saldi: c’è, per esempio, il black friday a novembre, spalmando gli sconti non in una sola giornata ma per tutto il weekend e fino a un’intera settimana. Altro problema sono le vendite on-line

«Dobbiamo fare rete tra di noi, direttamente con i commercianti». Lo ha dichiarato l’assessore al Commercio Dario Loffredo in merito alla perenne crisi in cui riversa il settore – si legge su Le Cronache.

Nei giorni scorsi, infatti, Loffredo ha incontrato le associazioni di categoria e fare il punto della situazione in merito alle nuove iniziative da intraprendere su tutto il territorio della città capoluogo.

«In questo momento abbiamo un fermento. Il commercio si può attenuare e dare impulsi sotto due punti di vista: iniziative e logistica», ha aggiunto l’assessore al Commercio annunciando che sono prossimi alla conclusione i lavori di piazza della Libertà che offrirà a turisti e salernitani ben 700 posti auto.

A breve, inoltre, partiranno i lavori di ristrutturazione di piazza Casalbore con il conseguente rifacimento dell’area mercatale di via Piave. «Si tratta della logistica fondamentale per aiutare i commercianti ad attrarre», ha aggiunto Loffredo che ha già annunciato il ritorno della festa del cioccolato, la fiera del Crocefisso ritrovato, la festa del gusto, la festa del gelato e Salerno Letteratura. «C’è una vivacità culturale per tutti i gusti e tutte le esigenze», ha poi dichiarato l’assessore che lavora a stretto contatto con le associazioni di categoria.

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22 COMMENTI

  1. Eppure con le straordinarie lucette cinesi, che attirano milioni di turisti da tutto il mondo, dovrebbero fare affari d’oro…

  2. Infatti il periodo delle luci d’artista è l’unico periodo dell’anno in cui i commercianti sono in attivo.

  3. La crisi del commercio tradizionale appare come la combinazione tra più fattori: vendite on line, grande distribuzione, caro fitti, ma soprattutto crisi economica, occupazionale, demografica. In questa città è quasi sparito il ceto medio, che ne è sempre stato il motore. Mi piacerebbe confrontare i dati con altre realtà urbane di pari dimensioni in contesti territoriali simili.

  4. Ma come?
    L’illustre assessore al commercio dice sempre che va tutto alla grande, le attività aumentano(chiudono) ogni giorno, le sue iniziative danno linfa vitale ed ossigeno(leggasi colpo di grazia) e fanno arrivare turisti, quindi?

  5. la continua apertura di esercizi commerciali di vario tipo causa uno sbilanciamento fra domanda e offerta per cui c’è un mare di merce invenduta.
    la corsa ad aprire negozi, bar , panetterie , svapoqualcosa, cazzaterie , secondo me è dovuta a 2 motivi
    1)mancano opportunità di lavoro tradizionale (operaio impiegato ecc.) per cui con grande sacrificio si aprono queste attività spesso fallimentari.
    2)soldi della malavita da convertire.

  6. Salve a tutti ma scusate secondo voi noi consumatori quando facciamo la spesa andiamo sempre a cercare di risparmiare soprattutto in questo momento di crisi e poi se on line si risparmia di che si lamentano i commercianti? Ditemi voi come sullo stesso marciapiedi ci sono negozi dello stesso genere a poca distanza, poi ho comprato un ferro da stiro al centro commerciale e lo stesso della stessa marca e modello l’ho visto in un negozio di elettrodomestici in città con la differenza di € 17,50 ora ditemi voi e i negozianti diano risposte.

  7. I problemi principali sono legati al contesto macroeconomico, non a livello nazionale, ma bensì europeo. L’unica cosa che si può fare è imparare a fare i commercianti, perchè a Salerno questo mestiere non lo sanno fare.

  8. i fitti a salerno sono uguali a quelli di venezia e roma, le tasse sul commercio (insegna, spazzatura, utenze, ed altre mille) arrivano alle stelle. un negozio medio spende insieme al fitto ed al costo di un solo dipendente circa 40.000 euro all’anno, quanto dovrebbe guadagnare il titolare?
    la grande distribuzione e le vendite on line fanno il resto. Il concetto di città turistica non è ben chiaro ai nostri amministratori, le luci di artista è un altra cosa, una attrattiva in un determinato periodo non è turismo; una città si definisce turistica quando almeno per 10 mesi arrivano turisti dall’italia e dall’estero, ma dove sono le strutture ricettive adeguate e soprattutto dov’è la mentalità e la cultura di fare turismo? una città sporchissima, cani che sporcano ovunque, vigili inesistenti, parcheggi che non esistono, macchina burocratica inceppata, e vogliamo fare turismo? non si tratta di questo o quel partito, ma è la mentalità che manca per affrontare un delicato settore che se sviluppato adeguatamente potrebbe risolvere il problema dell’occupazione, altro che reddito di cittadinanza (che ci butterà ancora più nel baratro).

  9. Sapientoni, È ovvio che il negoziante venda i prodotti ad un prezzo maggiore rispetto alla grande distribuzione. Vorrei vedere… Il negozio di elettrodomestici sotto casa compra 5/6 pezzi, amazon almeno 500 pezzi. Inoltre potrebbero esserci prezzi di partenza diversi. Infine, quello sotto casa, se ne vende 1 al giorno, è un miracolo. È ovvio che aumenti i prezzi. Sbagliano solo se gonfiano i loro prezzi oltre il dovuto.

  10. Un commento banale, forse anche un po’ infantile,che mi e’ balzato alla mente anche quanto sentivo alla tv che gli italiani spendono sempre meno. Ma vi siete mai soffermati in un tabacchi, un negozio lottomatica o qualsiasi altro luogo dove si gioca e si comprano gratta e vinci?? Ma avete mai notato chi gioca e quanto gioca??. Mi son chiesto…se buona parte di uno stipendio viene speso in questo modo, mi chiedo cosa possono ancora spendere negli esercizi commerciali?? E queste attivita’ vengono gestite ed autorizzate dallo Stato, inutile precisarlo.

  11. Per basta piangere, brav tu si forte invece, qua nessuno piange ma si vede che non essendo commerciante non ci arrivi a capire quante difficoltà ci sono. Per Cane è figlia anxhe della amministrazione ma solo in minima parte i problemi più grandi sono altri. Per “per viaNFabiani da Salerno “ e secondo te due mesi in attivo come dici tu basterebbero per camparne 12 tranquillamente e farne altri 10 in passivo? Ma magari!! La colpa è anxhe dei cittadini stessi che per un articolo di 200 euro, per risparmiarne 10 scelgono l’online e non il negozio sotto casa , che può dare più assistenza, più spiegazioni, ti può far provare un qualcosa che comprando online la vedi solo in foto..in più Salerno a livello economico e sempre a livelli più bassi. La crisi c’è e come…ma molti non se ne fottono tanto c’è Amazon vero?

  12. Salerno è diventata la culla dei bar e delle pizzetterie. Il commercio è crollato e crollerà ancora. Ma quale turismo, quali lucine d’artista…. con un mare sporco ed una città ancora più sporca e con i costi dei parcheggi alle stelle, chi vuoi che ci accosti.

  13. Innanzitutto mi spiace ma dovresti parlare per te. Commercianti cafoni a Salerno ce ne sono assai, non ti spiegano proprio un bel nulla, ti trattano come un rompiballe e se chiedi la sotituzione di un prodotto difettoso devi sempre essere pronto a chiamare la guardia di finanza. Secondo: la città è morta, il problema non sono i negozi online ma i proprietari dei locali commerciali che pretendono gli affitti di roma o milano, lo volete capire che non siamo una città europea ma una piccola cittadina sporca, mal gestita, senza trasporto pubblico e con strade piene di buche? Tra qualche mese vedrete che tracollo ci sarà nell’immobiliare, ci faremo le risate, soprattutto ai danni di chiede 1000€ di affitto per un monolocale in centro, nemmeno fossimo a Milano! Se non fosse così mi spiegate com’è che molti negozi si sono spostati a cava, nocera, ecc? Quale turista dovrebbe trattenersi qui? L’ultimo con cui ho parlato ha detto che l’unica cosa bella che abbiamo è il lungomare e si sente puzza di m**** quotidianamente. Abbiamo tante bellezze che non abbiamo saputo valorizzare, contano solo le luci! Terzo: le luci d’artista appunto! Hanno svolto egregiamente il loro compito, ovvero far salire alla ribalta nazionale l’amministrazione De Luca facendo credere fosse un buon amministratore, in realtà hanno portato introiti zero nelle casse comunali e introiti zero nelle casse dei commercianti, STOP, se volete smentirmi postate cifre valide (quelle che il comune guardacaso si rifiuta di pubblicare). I soldi delle luci andrebbero spesi diversamente, tipo per riqualificare la città e renderla vivibile, in primis a chi paga la tari più alta d’italia. Ma sono sicuro che queste parole di buonsenso rimarranno inascoltate…ci aspetta la crisi più nera, faremo la fine di Catania (se va bene)

    Mario

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