Insegue i ladri, poliziotto multato per eccesso di velocità

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Il mestiere del poliziotto, si sa, può prevedere anche alcuni momenti adrenalinici e non privi di pericoli, tra cui, ad esempio, gli inseguimenti automobilistici. Destreggiarsi a tutta velocità tra il traffico e gli ostacoli cercando di acciuffare delinquenti in fuga, può comportare qualche imprevisto, anche di carattere sanzionatorio. Lo sa bene un poliziotto ginevrino che è stato condannato a un anno di prigione con la condizionale per aver superato i limiti di velocità durante un inseguimento. L’agente ha già annunciato che inoltrerà ricorso. “Il mio cliente è stato condannato come se fosse un normale automobilista che ha fatto l’imbecille in una zona a 50 km/h”, ha detto Jacques Roulet, difensore del poliziotto, confermando le informazioni pubblicate da Le Temps e Tribune de Genève. Il Tribunale di polizia lo ha condannato senza tener conto della funzione e della missione, ha aggiunto l’avvocato. I fatti risalgono alla notte fra il 3 e il 4 febbraio 2017. L’agente, allora in formazione, ha partecipato all’inseguimento a sirene spiegate per intercettare alcuni ladri ritenuti pericolosi. È stato fotografato mentre guidava a 126 km/h in una zona dove il limite è di 50 km/h. Secondo la legge sulla circolazione stradale, un agente di polizia non è punibile se viola le regole durante un intervento, purché abbia usato la prudenza necessaria. In questo caso, i giudici hanno ritenuto che “lo scopo dell’inseguimento ufficiale era di intercettare ladri e non di salvare vite umane o di perseguire un fuggitivo sospettato di aver messo a rischio una vita umana”.”Questa decisione, che fa seguito ad altre sentenze che criminalizzano eccessivamente gli agenti di polizia, suscita sconcerto nel corpo di polizia”, ha detto ancora Roulet. Un mese fa il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un altro poliziotto ginevrino condannato per eccesso di velocità durante un inseguimento. L’alta corte ha ritenuto che il superamento della velocità di 42 chilometri orari in un tratto dove era limitata a 50km/h non era giustificato dall’urgenza della missione. In effetti, il poliziotto era stato informato che i fuggitivi non avevano ferito nessuno. Nello specifico la magistratura, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha però ritenuto non ammissibile un simile eccesso di velocità relazionato all’urgenza della missione, poiché i ladri non avevano ferito nessuno, respingendo il ricordo del poliziotto poiché di fatto, infrangendo il codice stradale, ha creato una situazione astratta di pericolo nei confronti degli altri utenti della strada.

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