Auto: al via ecotassa 2019 per modelli inquinanti, ecco la guida

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Alla fine è arrivata. Dopo mille polemiche, proteste e benedizioni, la famosa Ecotassa è realtà. Diciamo subito che riguarda solo le auto nuove (nulla cambia per quelle che già circolano), e che lo schema di funzionamento, in sintesi, è questo: chi compra una vettura nuova con emissioni di 161-175 g/km (molte Jeep, Bmw, Audi e Mercedes a benzina) paga 1.100 euro, che poi diventano:

1.600 euro per le vetture con emissioni tra i 176 e i 200 g/km (quasi tutti i maxi suv a benzina)

2.000 euro per le vetture con emissioni da 201 a 250 g/km (quasi tutte le Porsche e le sportive)

2.500 euro per le vetture con emissioni oltre 250 g/km (quasi tutte le Ferrari e le Lamborgini). Le auto al di sotto dei 161 g/km di CO2 non pagano

CO2G/KM
IMPOSTA (EURO)
1 161-175 1.100
2 176-200 1.600
3 201-250 2.000
4 Superiore a 250 2.500

Una bella stangata, soprattutto per le prime fasce perché lì l’incidenza in percentuale sul valore complessivo dell’auto è maggiore. Dal punto di vista tecnico, chi compra l’auto si vede anche consegnare un F24, come quello dell’Iva e dell’Irpef. Non una cosa simpatica perché una volta con l’auto nuova ti regalavano qualcosa (tappetini, stereo, accessori vari), oggi si esce da una concessionaria con una (ennesima) tassa da pagare.

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E veniamo invece all’Ecobonus, dal quale sono esclusi tutti i modelli con prezzo superiore a 50 mila euro (Iva esclusa).

Nella fascia 0-20 g/km ci sono 6.000 euro di bonus con rottamazione e 4.000 euro senza (ad esempio Nissan Leaf, Renault Zoe).

La fascia 21-70 g/km 2.500 euro con rottamazione e a 1.500 senza (Toyota Yaris Hybrid).

Ma bisognerà fare presto: il governo ha stanziato 60 milioni l’anno per l’ecobonus, e si stima che quindi il fondo si esaurirà entro maggio. Poi bisognerà aspettare il prossimo gennaio.

A proposito di budget il governo si aspetta invece di incassare circa 300 milioni dalla tassa. Ma secondo una stima di Federauto, associazione concessionari, il mercato italiano dovrebbe perdere circa il 10% delle vendite (si stima dall’8 al 12%). E visto che solo di Iva e Ipt dalle vendite di auto ogni anno lo Stato incassa più di 9 miliardi se la previsione dei dealer dovesse essere vera verrebbe a mancare in cassa quasi un miliardo. Vedremo.

Di certo la tassa sull’immatricolazione è un’ulteriore colpo per gli automobilsti, visto che già oggi mantenere un’auto costa tra i 5mila e gli 8mila euro all’anno, a seconda del modello e dell’alimentazione scelta, per una percorrenza media di 15mila km.

A partire dalla spesa d’acquisto che per gli italiani è un vero e proprio salasso: per comprare una vettura occorre accumulare più di 14 stipendi (peggio di noi solo gli spagnoli) con un budget medio di spesa di circa 22.400 euro.

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