Ass. ‘Io Salerno: ‘L’Autorità Portuale, il Masuccio e la spiaggia senza mare

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Era il 18 dicembre del 2017. Nell’Aula Magna dell’Istituto Nautico “Giovanni XXIII”, il Segretario dell’A.P., ing. Messineo, intratteneva ospiti e studenti sul Masuccio, il porto “simil-turistico”di piazza della Concordia.

Con il supporto di grafici, egli dichiarava che lo scalo avrebbe beneficiato di importanti opere di risanamento e di messa in sicurezza con tre successivi interventi: 1) riduzione della bocca di ingresso; 2) realizzazione di banchine “assorbenti” per smorzare le onde; 3) allungamento della testata del molo di sopraflutto.

Il restringimento era assicurato in tempi brevissimi, entro il 2018, con la gara di appalto già pronta e la esecuzione in sei mesi. Spesa: 750.000 euro a valere su fondi già disponibili. Le banchine “assorbenti”, ancora da progettare, erano promesse immediatamente dopo. Spesa: 3milioni di euro. L’allungamento, invece, veniva prospettato più a distanza, dopo l’esito delle prime due attività. Spesa: 6/7milioni di euro non ancora disponibili (fonte: articoli diversi e video web).

Ora, che il Masuccio fosse un porto “sbagliato e pericoloso”, perché esposto alle “libecciate”, lo scoprimmo a metà degli anni ’90 assistendo alla disperazione dell’amico Pierino, marinaio domenicale, mentre guardava lo scheletro “sfrantummato” della sua barchetta finita contro le banchine nel corso di una improvvisa tempesta pre-estiva. Lui era un “lupacchiotto di mare”, cresciuto al porticciolo di Pastena tra vecchi pescatori e gabbiani curiosi. Oggi, purtroppo, viaggia per i sentieri del cielo. Ma la sua energia anima ancora i ricordi di chi lo ha conosciuto.

Dopo oltre venti anni, nulla è cambiato per il Masuccio. Neppure per assegnare un minimo di decenza al punto di imbarco/sbarco dei turisti per/dal-la Costiera. Chi ha visto i luoghi, nei mesi di Luglio e Agosto scorsi, non può non aver provato vergogna per il livello di barbarie di quell’area della “Città Europea” che concorre con Milano per il “primato della trasformazione urbanistica” (cit.) e gareggia, di fatto, per i posti di coda nelle classifiche per ambiente e qualità della vita. La Città Dr. Jeckyll e Mr. Hyde dello scenario nazionale.

E, quindi, viene spontaneo chiedere: perché non si presta la dovuta attenzione al “Porto dei Paperini”? E, ancora: sono ben chiari, ai responsabili, i problemi generati dagli approdi turistici?

Con Ordinanza Sindacale n. 1/18 del 29/03/18, furono delimitate, secondo legge, le acque divenute PERMANENTEMENTE vietate alla balneazione per la presenza del “Porto dei Paperoni”, il Marina di Arechi (fonte: z.o.n. e altri).

Così, l’arenile compreso tra la rotonda della Guardia di Finanza e fino all’altezza di via Di Bartolomei, dopo il porto, per una lunghezza complessiva di un chilometro e 150metri, non è più balneabile. PER SEMPRE. Quindi, nei lidi compresi in questo tratto, non si può entrare in acqua. E sono stati messi pure i cartelli. Preghiamo chi avesse informazioni diverse, di dichiararle. Saremmo felici di essere in errore.

Intanto, all’altezza del porticciolo di Pastena, sono state rilasciate tutte le possibili autorizzazioni, con l’accordo della locale Cooperativa pescatori (salvo errore), per il nuovo porto del Polo Nautico e si è in attesa solo di aprire il cantiere per realizzare 450 posti barca. La concessione “sarebbe” stata prorogata al 2022.

E’ evidente che, similmente al Marina, per legge, si renderà PERMANENTEMENTE vietata la balneazione lungo una fascia di spiaggia che potrebbe estendersi per almeno un chilometro, con lato maggiore verso la Città essendo così orientata l’imboccatura del nuovo porto. Si potrebbe perdere la spiaggia fino alla Scuola Matteo Mari (salvo errore) che dista qualche decina di metri dalla linea di confine del divieto di balneazione relativo al tratto compreso tra il Porto Commerciale e i campi da tennis.

Già. Perché anche tutto quel litorale, in quanto area portuale+foce Irno, è PERMANENTE-MENTE vietato alla balneazione per la lunghezza di 3.336 metri a partire dal molo sottoflutto di ponente (Delibera Giunta Regione Campania n. 137 del 13/03/2018).

 Cosa resterà ai cittadini per fare un bagno? Le spiaggia e il mare sono ricchezze a disposizione di tutta la Comunità. E’ giusto espropriarle a beneficio di pochi fortunati?

E, adesso, c’è il progetto del ripascimento del lungomare, da Santa Teresa al Masuccio. Opera inutile, a nostro parere, oltre che costosa, perché comunque non si potrà entrare in acqua. Ci andiamo a fare le sabbiature senza sabbia? Il materiale usato per il ripascimento è estratto dalle cave (s.e.). Con esso, forse, potremmo erigere castelli resistenti alle intemperie. Aggiungendo un poco di cemento.

Noi pensiamo che sarebbe stato un vantaggio per la Città utilizzare come area per il diporto proprio quella del lungomare, che è già non balneabile, piuttosto che perdere altro mare.

E, quindi, trasformare il Masuccio nel “borgo marinaro” che da noi ancora non c’è, con il prolungamento del molo di sopraflutto, l’allargamento delle banchine fino alla attuale scogliera, l’allungamento a ponente per quanto necessario e l’insediamento di attività artigianali (veleria, ricambi, manutenzione, arredo-barche), bar e locali di ristorazione per socializzare o semplicemente sedere a respirare e chiacchierare per vivere il rapporto con il mare..

Posizionato al “centro del centro”, lo scalo diverrebbe luogo di un nuovo dinamismo e porterebbe i turisti “con le barche” dentro la Città per entrare in contatto diretto con la capacità creativa della nostra gente e apprezzare la secolare fusione di sapori e odori della tradizionale cucina meridionale. Ne abbiamo già parlato (cfr. pagina Fb 26/04/2017).

Il Masuccio potrebbe essere collegato in sotterranea con P.za della Concordia e P.za Mazzini, ove realizzare parcheggi interrati, mentre le superfici calpestabili potrebbero essere destinate a giardino urbano con strutture leggere per locali di pubblica utilità (pronto intervento, polizia, informazione turistica, telefoni pubblici, servizi igienici, biglietterie, stazione taxi e autobus), spazi di riposo e di sosta per cittadini e turisti in transito verso la Stazione Ferroviaria o la Costiera.

Un progetto di qualità, coerente e sostenibile, esprimerebbe davvero la vocazione turistica della Città e sarebbe prova del suo livello di civiltà in termini di servizi, di attenzione verso l’ambiente, di qualità della vita

Salerno è una “piccola” comunità. Ha bisogno di soluzioni equilibrate e commisurate alla “sua età”, perché non si cresce seguendo la moda del “tacco 12” ma preservando ed esaltando la purezza, la trasparenza, l’identità mediterranea e meridionale, l’accoglienza della popolazione.

Il nuovo Masuccio, immagine di una Comunità colorata e attiva, renderebbe felice anche l’amico Pierino. Tradito, precocemente, da un cuore che pure era pieno di amore per questa Città.

Forse l’Autorità Portuale e i responsabili ne hanno un poco di meno.

Questa Città ha bisogno di amore.

e.mail: associazione.iosalerno@gmail.com

pagina fb: Associazione io Salerno

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2 COMMENTI

  1. Tutto molto razionale e lungimirante, a patto che gli amministratori fossero eletti in base a capacità intellettuale e amore per la Città e non per motivi che meglio non esplicitare. Le soluzioni sono lì, basterebbe uno sforzo di lucidità per coglierle, è chiaro che il punto nodale del trasporto turistico coincide con Piazza della Concordia, dove convergono auto linee, alta velocità, metro, linee marittime e con un ripensamento logistico la Lungoirno raccorderebbe le Autostrade. Avere poi un fronte del mare costellato di porti allontaneranno la bellezza di una passeggiata sulla rena friabile o di un tuffo, a patto di rifare ex novo la condotta fognaria. Sogni che vanno oltre limiti temporali umani, perché nel mare tra il dire e il fare occorre passare tra Scilla e Cariddi, ossia burocrazia e tribunale. E comunque l atmosfera del porticciolo di Pastena non è riproducibile da un porto troppo simile a un centro commerciale senza anima e silenzio che ti unisce al tuo mare.

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