Salerno, ritrovato gatto con un cappio metallico intorno alla vita

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Un filo di ferro intorno alla vita, così stretto da essergli penetrato nella carne. Una vicenda che ha tenuto per oltre due settimane con il fiato sospeso alcuni volontari animalisti salernitani e, in primis, la dottoressa Flora Del Giudice dell’Asl veterinaria di Salerno, che sin dalla prima segnalazione si è attivata personalmente con appostamenti che sono andati ben oltre il suo orario di servizio ed i dovuti compiti istituzionali, fino al lieto epilogo di ieri.

Il gatto, appartenente ad una colonia felina di via Wenner – zona industriale di Fratte, era stata notato più di quindici giorni fa dagli abitanti del posto, i quali, temendo che il cappio l’avrebbe portato presto alla morte, hanno lanciato l’allarme a diversi volontari di Salerno ed alla locale azienda sanitaria, raccolto prontamente dalla veterinaria che, presso l’ambulatorio di Fuorni, si occupa della prevenzione del randagismo.

Due settimane di tentativi, che hanno visto una felice conclusione quando, nella serata di ieri, il gatto, ormai quasi allo stremo, è entrata finalmente nella gabbia, posizionata dalla dottoressa Del Giudice con alcune volontarie dell’associazione Animalisti Italiani Onlus. Portato di corsa presso l’ambulatorio di via Ostaglio, gli è stato asportato il filo di ferro, suturata la grave lacerazione che è stata causata da una trappola illegale (anche se diffusa nella campagne) ed ora è in degenza post operatoria presso la stessa veterinaria che ha provveduto al suo salvataggio, in attesa di essere rimesso in libertà una volta completata la guarigione.

Nel raccontare la vicenda si ricorda che la principale arma a nostra disposizione contro il randagismo, che origina anche questi tristi episodi, è la sterilizzazione, l’unica efficace riconosciuta a livello internazionale per salvaguardare il benessere degli animali, nonché la meno onerosa in assoluto. Le colonie feline possono essere gestite da volontari (anche persone singole) che devono registrarle presso il servizio veterinario della propria Asl di appartenenza ed avere diritto così alla sterilizzazione gratuita.

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