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“42 lavoratori del Consorzio SA 2 a rischio”: FP CGIL chiede intervento della Regione

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Presso la sede di Eco Ambiente Salerno SpA si è chiuso il passaggio di cantiere di 12 lavoratori del Consorzio Bacino SA2 nel rispetto di quanto previsto dalla Legge n.14/2016 e ss.mm.ii. della Regione Campania. Quello compiuto da Eco Ambiente Salerno SpA e dalle Organizzazioni Sindacali Territoriali, insieme con la FP CGIL che già aveva richiesto il tavolo, è un atto importante e vitale ai fini della realizzazione del percorso verso l’attuazione definitiva della legge per il riordino del Ciclo Integrato dei Rifiuti in Provincia di Salerno.

“Ai lavoratori interessati – si legge in una nota della FP CGIL – è stato garantito il passaggio a tempo indeterminato e tutti i diritti contrattuali maturati con il Consorzio SA2, con l’applicazione del regime sanzionatorio di cui all’art.18 della Legge 300/1970, che evita pertanto l’applicazione delle normative sanzionatorie previste dal Jobs Act.

Naturalmente, resta grave la situazione degli altri 42 lavoratori ancora in capo al Consorzio SA2, che dal prossimo 2 maggio, se non “cantierizzati” presso i Comuni della Provincia di Salerno, rischiano di restare senza lavoro ed entrare in regime di “disponibilità”.

Il Consorzio, infatti, in quella data cesserà la propria attività. Va rilevato che l’integrale ricollocazione dei predetti lavoratori passa indispensabilmente attraverso il puntuale rispetto del “Piano di ripartizione” dei lavoratori cosiddetti “intercantieri/indiretti”, elaborato dall’Ente Consortile in base alla quota di partecipazione percentuale di ciascun Comune al medesimo Consorzio di Bacino SA2.

Sono 17 i Comuni non serviti dai servizi del Consorzio che sono del tutto assenti dalla discussione sulla ripartizione, mentre nei 23 comuni serviti dall’Ente solo in alcuni casi si è proceduto all’assorbimento della quota di intercantieri assegnata dal “Piano di ripartizione”.

Mancano all’appello Comuni importanti come Eboli, Capaccio, Battipaglia, Pontecagnano, Amalfi, Ravello, Campagna, Cetara etc. In alcuni casi, nell’inosservanza totale della Legge n. 26/2010 e della Legge Regionale n.14/2016, delle Amministrazioni Comunali hanno addirittura manifestato la volontà di non assumere nemmeno i lavoratori cantierizzati.

Il Segretario Generale della FP CGIL di Salerno, Antonio Capezzuto, con il Responsabile Provinciale del Comparto Igiene Ambientale, Erasmo Venosi, chiedono un intervento immediato e definitivo della Regione Campania, con il Vice Presidente della Giunta Regionale, On. Fulvio Bonavitacola, affinché svolga un’opera di moral suasion nei confronti dei Comuni consorziati.

Urge – dice la nota – un tavolo di confronto in Prefettura dove con la presenza della Regione, delle OO. SS. Territorilai, dell’Ente d’Ambito e del Consorzio SA2, i Comuni prendano atto di quanto previsto dalla norma e procedano all’assorbimento delle maestranze.

Confidiamo nella responsabilità e lungimiranza della Regione Campania affinché faccia rispettare quanto previsto dalla propria Legge Regionale n. 14/2016, ponendo in essere tutti gli atti amministrativi di indirizzo necessari all’integrale rispetto del “Piano di ripartizione”, così da garantire la continuità occupazionale dei 42 lavoratori interessati e per mandare finalmente a regime il sistema degli ambiti territoriali ottimali per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti in Regione Campania e nella Provincia di Salerno.

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