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‘La verità del Giornalismo’, se ne discute a Cava con Andrea Manzi

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Problemi strutturali, concorrenza da parte di mezzi autogestibili, inquinamento delle compagini proprietarie, violazione delle norme contrattuali: il giornalismo vive un presente difficile, che si riflette sulla qualità dell’informazione e sulla costante limitazione del diritto di cronaca e di critica. Un vero gap per la democrazia.

La Campania e la provincia di Salerno, in particolare, stanno risentendo di questa dequalificazione inarrestabile di una funzione di rilevanza pubblica, per cui si avverte la necessità di riportare questa grave crisi al centro del dibattito pubblico.

Un momento di analisi e di proposte è programmato per venerdì 17 maggio a Cava de’ Tirreni nel corso del confronto-dibattito “La verità del Giornalismo”, promosso dall’Associazione Giornalisti di Cava e Costa d’Amalfi “Lucio Barone” con inizio alle 18,30 nella sala meeting del Palazzo Arcivescovile di piazza Duomo.

L’occasione è fornita dalla presentazione di “Giornalisti all’Inferno” (Europa Edizioni), il nuovo romanzo di Andrea Manzi. Dopo i saluti del vicesindaco di Cava de’ Tirreni Armando Lamberti e l’introduzione di Emiliano Amato,interverranno Massimo Adinolfi, Vito Bentivenga e Clemy De Maio. Concluderà l’autore. Modera Francesco Romanelli.

Giornalisti all’inferno

Carlo è un giornalista cinquantenne, con una vita sofferta, un’ex moglie cui è ancora molto legato e un dissidio interiore, affrontato lungamente in analisi, che emerge di frequente nei suoi rapporti conflittuali con la professione e il potere. Si ritrova all’improvviso accusato di un omicidio avvenuto diversi anni prima, probabilmente legato a un oscuro evento del suo passato tormentato.

Nella sua vita tutto assume sfumature incerte e inquietanti, intorno a un’umanità disperata e irredimibile, segnandolo ancora di più come un antieroe inconsolabile, imploso in una cosmica solitudine e in un’abissale irresolutezza.

«La storia è avvincente – piena di colpi di scena, dopo che un’attenta indagine psicologica ha definito la personalità complessa del protagonista – e tiene col fiato sospeso fino alle ultime pagine. Un bel romanzo, che attraversa il mondo del giornalismo con i suoi vizi e le sue virtù, mette a nudo particolari situazioni familiari e umane. Un libro interessante, piacevole» rivela Sigismondo Nastri, il decano dei giornalisti della Costiera Amalfitana.

Andrea Manzi, giornalista, già redattore capo de “Il Mattino” di Napoli, ha fondato e diretto il quotidiano “la Città” ed è stato vice direttore del “Roma”. Autore di saggi e di libri di poesia, scrive da anni per il teatro. È co-autore di “Gesù è più forte della camorra” (Rizzoli, 2010; Europa Edizioni, 2018), dal quale ha tratto un testo teatrale che ha debuttato con successo il mese scorso al Teatro Pasolini di Salerno. Presiede l’associazione “Ultimi” per la legalità e contro le mafie.

Ha ricoperto il ruolo di segretario generale della Fondazione Ravello dal 2011 al 2012 ed è stato Consigliere d’amministrazione dell’Università di Salerno, dove ha insegnato Giornalismo dal 2003 al 2007. Nel 2018 gli è stato assegnato il Premio paolo Borsellino per la legalità.

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