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Eboli, gestione siti archeologici: pubblicata manifestazione d’interesse

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Emesso l’avviso pubblico “Manifestazione d’interesse per la gestione e valorizzazione di complessi archeologici della città di Eboli che si apre col termine di 15 giorni per la presentazione delle istanze di partecipazione. Massima attenzione per le aree archeologiche che insistono sul territorio, con manutenzione ordinaria ed attività di valorizzazione che segnano una nuova tappa nel percorso di promozione culturale, storica e turistica della città.

«Era stato sottoscritto tra il Comune di Eboli e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino uno specifico Protocollo di Intesa avente come scopo primario la valorizzazione integrata del patrimonio culturale diffuso sul territorio comunale – ricorda il sindaco Massimo Cariello -. Il nostro è un territorio interessato dalla presenza di notevoli complessi archeologici, di grande interesse storico, ed abbiamo condiviso un percorso di salvaguardia e manutenzione, unitamente ad un piano di promozione,  in accordo con la Soprintendenza: un nuovo modello a cui i territori potranno ispirarsi.

Tutto è stato possibile per l’ottima sinergia con la Soprintendenza e con il responsabile, Francesca Casule, a cui vanno i nostri ringraziamenti». Il territorio comunale vanta siti archeologici di interesse assoluto, come l’area di Montedoro, i cui rinvenimenti sono conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Eboli, il quartiere artigianale detto de “Le Fornaci Romane” e il vasto complesso di una domus di epoca romana in località Fontanelle.

«L’avviso di manifestazione di interesse – spiega l’assessore con delega alla cultura, Angela Lamonica – punta alla selezione di privati che, di concerto con l’Ente comunale e secondo gli indirizzi concordati con la Soprintendenza nel Protocollo di Intesa, provvedano alle attività di manutenzione ordinaria, quali diserbo, pulizia dei percorsi, fruizione dei siti, organizzazione delle visite e valorizzazione dei complessi archeologici, concedendoli in comodato d’uso gratuito per la durata dell’affidamento di cinque anni. Un’azione di salvaguardia, ma anche di promozione del nostro territorio».

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