La Polizia postale scende in campo contro le fake news sulle tracce della Maturità

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L’unica certezza per i maturandi è che usare lo smartphone durante le prove comporta la bocciatura. Sul resto il rischio fake news è dietro l’angolo. Ogni anno, in occasione dell’esame di stato, tra gli studenti si diffondono informazioni errate in merito alle procedure d’esame. Secondo alcuni diventa possibile conoscere le tracce in anticipo attraverso internet, per altri sorge la convinzione di essere controllato dalle Autorità durante lo svolgimento.

Monitoraggio annuale

Dall’annuale monitoraggio realizzato da Skuola.net per la Polizia di Stato, su un campione di circa 3mila studenti del quinto anno risulta che 1 su 6 crede di poter trovare su internet le tracce delle prove d’esame, mentre 1 su 5 è convinto che la polizia controlli i telefonini degli studenti per scoprire chi sta copiando. Per l’undicesimo anno consecutivo è partita la campagna di sensibilizzazione “Maturità al sicuro”, con l’obiettivo di debellare il fenomeno delle fake news ed evitare che gli studenti, oltre a perdere tempo prezioso, possano anche rimetterci del denaro alla ricerca della “soffiata giusta”.

Iniziativa “antibufale”

Dall’indagine emerge che gran parte dei ragazzi è cosciente che utilizzare il telefonino equivale all’espulsione dalle prove d’esame (92%), rimangono incertezze per quanto riguarda ciò che è ammesso o vietato durante la maturità. Per il 31% dei ragazzi, infatti, non costituisce reato ricevere le soluzioni delle tracce dall’esterno, mentre la prova è in pieno svolgimento. L’iniziativa “antibufale” si serve delle forme di comunicazione e degli strumenti preferiti dai giovani per veicolare i messaggi di sensibilizzazione, ed è finalizzata ad aiutare i ragazzi ad affrontare l’esame con maggiore serenità.

Alla ricerca di false indicazioni

«L’esame di maturità è un appuntamento molto importante per i ragazzi. – afferma Anna Lisa Lillini, dirigente del compartimento polizia postale e delle comunicazioni “Veneto” – Per questo motivo anche quest’anno la polizia postale ha, con i suoi investigatori, navigato sui siti di interesse alla ricerca di false indicazioni di tracce d’esame “anticipate” proprio per evitare che i maturandi, affidandosi alla credenza che ogni anno una “gola profonda” preannunci i temi d’esame, siano indotti a seguire una facile scorciatoia piuttosto che impegnarsi con sacrificio sui libri di testo».

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