Salerno: “Agitazione sindacale”, utenti in fila da ore cacciati dalle Poste

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“Agitazione sindacale”, con questa motivazione la succursale delle Poste di via Nicola Aversano in pieno centro a Salerno, questa sera ha letteralmente cacciato gli utenti dalla sede impedendo il normale pagamento di bollettini. Impediti nel pagamento utenti che erano in fila da oltre un’ora, con non poca pazienza, e vittime di un sistema di prenotazione paragonabile ad una vera e propria lotteria.

Solo che come premio in palio non c’è una vincita in denaro ma la possibilità di pagare in breve tempo un bollettino postale che, di questi tempi, arriva anche in ritardo in casa degli utenti. Già, perché oltre al danno anche la beffa, con molti utenti, che non hanno mancato di protestare giustamente al di fuori della succursale, che si sono ritrovati con una bolletta da pagare del Servizio Elettrico Nazionale recapitata questa mattina o già scaduta o addirittura da pagare nelle prossime 24 ore.

Fatto sta che nella succursale di via Aversano si è assistita ad una vera e propria melina in totale disprezzo degli utenti che stavano pazientemente attendendo. Operazioni rallentate alla moviola proprio per creare disagio e impedire che gli utenti pazientemente in fila potessero fare le loro operazioni.

Da ben prima delle 18 gli sportelli erano stati drasticamente diminuiti da 7 a solo 3 operativi, con la melina che è diventata insopportabile dopo l’annuncio del direttore di succursale che alle 19,05 sarebbe stato impedita qualsivoglia operazione. Insomma, non sarebbe stato rispettato chi era già in sede e che era prenotato da ben prima dell’annuncio ufficiale del direttore.

Ebbene, da qui le proteste di chi alla fatidica ora X è stato mandato fuori dalla succursale pur avendo atteso il proprio turno da oltre un’ora per il pagamento di un solo bollettino. Anche questo un vero e proprio record. Una vera e propria interruzione di pubblico servizio. Peccato che nella fila in attesa non ci fosse stato un magistrato. I crismi per un fascicolo di indagine potrebbero esservi tutti. Alla fine, a pagare di tutto sono sempre i cittadini.

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5 COMMENTI

  1. per come funzionano dove la posta non arriva,prima falliscono e meglio è.

  2. Speriamo di no, l’azionista di maggioranza è lo Stato, pagheremmo noi (di nuovo). Spero in una privatizzazione ed un sonoro calcio in culo a chi non ha voglia di lavorare

  3. A pagare le spese come sempre sono i lavoratori. Un ufficio con orari di apertura e chiusura che dovrebbe secondo chissà quale legge dell’universo essere aperto oltre il suo orario per sottostare ai bisogni di chi non lavorerebbe gratuitamente un minuto di più di quello che deve e di chi li affolla poco prima del termine del servizio, prenota più di un’operazione – di un sistema perfetto – perché convinto di sbrigarsi prima, allungando la fila e rubando tempo a tutti. Atteggiati a vittime di un sistema che non funziona per loro esclusiva inciviltà. Oltre al danno la beffa di vedere lavoratori che ogni giorno subiscono infamie e maleducazione. Ogni giorno vengono pressati con richieste di obiettivi impossibili dall’azienda, quella stessa azienda che riduce il personale, che non assume a full time tantissimi giovani part time, che si nega nel momento del bisogno. La beffa di essere poi accusati di maltrattare una clientela abituale che dopo anni ancora non ha capito, o semplicemente se ne frega, di come funziona un semplice sistema di prenotazione, per quell’arrivismo, tutto italiano, di pensare per se esclusivamente ai danni degli altri. A discapito di quei pochi clienti che usano il cervello applicato alla civiltà e ai danni dei lavoratori tutti. La bassezza di pretendersi informatori scrivendo articoli che non rispondono alla realtà dei fatti poi, si commenta da sola.

  4. scusate ma avete scritto: agitazione sindacale.
    dunque c’era uno sciopero in atto?
    e come mai nessuno si chiede, nemmeno il giornalista che qui riporta la notizia, quali sono i motivi e quali le rivendicazioni?

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