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Cooperativa Edilizia Fidelitas archiviato l’intero procedimento

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La linearità comportamentale e trasparente dei componenti del Cda della Cooperativa Fidelitas che dal 2010 al 2015 ha realizzato 50 appartamenti sulla litoranea di Salerno ha portato all’archiviazione dell’intero procedimento che vedeva coinvolti alcuni carabinieri

I fatti risalgono al 2015 quando 26 soci della Società Cooperativa Edilizia Fidelitas sporgevano formale querela nei confronti di ignoti in relazione ai lavori per la realizzazione di 4 torri, per un totale di 70 appartamenti e alcuni locali commerciali, nel comparto edificatorio “Cr 32 Arechi.

Dette querele erano finalizzate a comprendere le reali cause del ritenuto ingiustificato aumento del prezzo dei singoli appartamenti che, dagli iniziali 215.000 euro, sarebbero lievitati fino ad oltre 300.000 euro

Il procedimento ha dimostrato l’infondatezza delle accuse e delle notizie di reato.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Dott.ssa Marilena Albarano, visti gli atti del procedimento penale in epigrafe indicato, iscritto a carico di DI SARIO Gianfranco, M. F, e G. P. (difesi dall’Avv.Michele Tedesco), V. M., C. A., N. G. L., P. A., esaminata la richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero dottoressa Elena Guarino ;  OSSERVA che la richiesta del Pubblico Ministero deve essere accolta, siccome fondata su una corretta valutazione degli elementi acquisiti nel corso del procedimento, del tutto insufficienti a dimostrare la fondatezza delle ipotesi di accusa e non suscettibili di utili approfondimenti investigativi.

Le indagini hanno accertato la linearità comportamentale e trasparente dei componenti del cda della cooperativa Fidelitas che dal 2010 al 2015 ha realizzato 50 appartamenti sulla litoranea di Salerno

Per quanto riguarda la gestione dei fondi della Cooperativa Fidelitas negli anni 2010-2014, il P.M., dopo aver disposto l’acquisizione della documentazione riguardante le spese sostenute e spese rimborsate ai componenti del Consiglio di Amministrazione, aver sentito a s.i.t. il commercialista della società circa le modalità di documentazione delle spese e la ripartizione dei rimborsi e aver affidato apposito incarico di consulenza tecnica di ufficio, al fine di verificare analiticamente e dal punto di vista tecnico – contabile il materiale documentale acquisito, concludeva ritenendo che nessuna censura poteva essere mossa in sede penale, sull’ammontare di tali spese, in quanto compatibili con il fine mutualistico della società cooperativa, che non implica affatto che la società non possa agire nei rapporti esterni come le società commerciali, ponendo in essere attività che si rivelino di promozione o funzionali alla miglior realizzazione dei risultati, inerendo la mutualità al divieto di perseguire scopo speculativo nei rapporti interni.

Nella fattispecie in esame, non risulta che le somme di denaro che erano nella disponibilità dei membri del CDA siano state dai predetti impiegate per interessi propri, e quindi con finalità estranee a quelle previste per la spendita delle medesime, con conseguente violazione del vincolo di destinazione impresso al danaro.

Alla luce di tutto quanto sin qui evidenziato, appare evidente che, in un eventuale dibattimento, non sarebbe possibile pervenire all’individuazione di significativi profili di responsabilità a carico degli indagati, nei cui confronti il procedimento deve pertanto necessariamente concludersi con l’accoglimento della richiesta di archiviazione, per infondatezza della notizia di reato.

La notizia del provvedimento di archiviazione è stata accolta con grande soddisfazione dal Colonnello F. M., Dal cap. P. G., difesi di fiducia dall’Avv. Michele Tedesco, e dagli altri indagati, difesi dagli avvocati Guglielmo Scarlato, Giuseppe Della Monica, atteso che è stata affermata la regolarità del loro operato compiuta ad esclusivo interesse della cooperativa Fidelitas, nonostante le infamanti accuse loro rivolte dai querelanti. 

Sicuramente il provvedimento di archiviazione costituisce una pagina positiva per gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri, tra cui il Col. F. M. ed il Cap. G.P, membri del CDA della cooperativa, che hanno agito con probità senza tradire lo spirito di sacrificio, il senso del dovere nonché la fiducia e la stima che la collettività quotidianamente ripone nel loro operato.

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