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Salernitana: per vincere serve un progetto serio e non acqua e zucchero

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La stagione della Salernitana comincia ufficialmente l’11 luglio con le visite mediche. Per ora più che il cartello lavori in corso c’è scritto attendere prego sulla squadra granata che verrà perché i dubbi sono di gran lunga maggiori delle certezze. Il solito tira e molla con appuntamenti fissati e poi saltati, vertici mai tenuti e summit che si alternano un giorno si e l’altro pure.

Siamo a fine giugno con la consapevolezza che i tempi, per definire e concretizzare tutto, prima della partenza per il ritiro di San Gregorio Magno, si allungano maledettamente. Menichini si, Menichini no. Ventura in pole position e poi Di Biasi, ex tecnico della nazionale albanese che piace tanto a Tare o Baroni abituato alle posizioni di vertice della classifica di Serie B. Ce ne è per tutti i gusti nel toto nomi per la panchina dove nulla è scontato così come le mosse del club.

Menichini resta in bilico. Voci di corridoio sussurrano che le richieste del tecnico di Ponsacco non sono piaciute a Lotito. Lo scrive Il Mattino oggi in edicola.

Tra gli altri nomi accostati alla Salernitana quello di Moreno Longo e Beppe Iachini. Nome dell’allenatore a parte la Salernitana ha una missione importante che passa attraverso tra punti cardine. Il primo è un progetto tecnico importante ed ambizioso. Più che i nomi servono gli uomini capaci di interpretare le attese e le aspettative di una piazza delusa e amareggiata per lo scorso campionato ma sempre innamorata del colore granata.

Secondo punto la capacità di saper sfruttare l’effetto centenario e la passione della tifoseria granata. Bisogna ripartire dai toni cordiali e corretti di Marco Mezzaroma che, almeno per il suo 50%, in conferenza stampa, ha avuto un profilo basso ma deciso. Mezzaroma saggiamente non ha fatto polemiche e soprattutto non ha  scaricato colpe e responsabilità su terzi. Ha mostrato, almeno a parole, affetto per la maglia granata.

Ma la società è divisa a metà e dunque resta da capire se Lotito, con il suo 50%,  è animato da buone intenzioni, tra un impegno e l’altro di casa Lazio o di altra natura imprenditoriale e se ha deciso, una volta e per tutte, cosa vuol farne della Salernitana. Già perché il terzo ed ultimo punto è proprio questo il rispetto per Salerno ed i salernitani. Ed il rispetto si conquista con programmi serie e progetti validi non con acqua e zucchero

Fonte LIRATV

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