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Tumori, dalla Cina una speranza: «Così le cellule malate vengono uccise»

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Scienziati cinesi annunciano di aver sviluppato una terapia combinata per uccidere le cellule tumorali, attivata specificamente nelle sedi del tumore, risultata più efficace rispetto a precedenti cure simili. Lo studio, basato su ricerche compite su topi da laboratorio, è stato pubblicato ieri sulla rivista Science Immunology e descrive una nuova immunoterapia del cancro capace di impedire al sistema immunitario di sviluppare una forma di tolleranza nei confronti del tumore, un fenomeno che si verifica nel 30% dei pazienti affetti da carcinoma.

Il gruppo di ricerca, guidato dallo scienziato Wang Dangge dell’Istituto di Materia Medica di Shanghai presso l’Accademia delle Scienze cinese e l’Università di Fudan, ha sviluppato un comune inibitore del checkpoint immunitario in una formulazione a nanoparticelle, una soluzione estremamente specifica per i tumori.

Gli inibitori del checkpoint immunitario rappresentano attualmente i nuovi bersagli dell’onco-immunoterapia, che ne sfrutta il potenziale terapeutico contro alcuni tipi di tumori. Si tratta di una specie di farmaci anti-tumorali sempre più popolari. Questi possono bloccare le proteine che impediscono ai linfociti T di uccidere le cellule cancerose.

Eppure, gli inibitori del checkpoint utilizzati per colpire le proteine soppressive del sistema immunitario, come la PD-1 e la PD-L1 spesso non riescono a raggiungere i tumori più profondi o che hanno dato luogo a metastasi.

Il gruppo di Wang ha combinato alcune nanoparticelle che trasportano anticorpi diretti contro la PD-L1 con una molecola attivata dalla luce. Secondo lo studio citato, quest’ultima, detta fotosensibilizzatore, può produrre specie chimiche reattive dell’ossigeno capaci di uccidere le cellule tumorali dopo aver incontrato una proteina abbondantemente presente nei tessuti cancerosi.

Fonte Il Mattino

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