Pensioni, 80 euro e reddito di cittadinanza: cosa succede adesso?

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La crisi di governo aperta da Salvini potrebbe avere delle ripercussioni importanti sul piano economico. Il Carroccio sostiene che se si andasse al voto ad ottobre ci sarebbe tutto il tempo per approvare la legge finanziaria entro il 31 dicembre. Molti osservatori però sono scettici: il rischio concreto è quello che si vada in esercizio provvisorio, uno strumento che autorizza lo Stato a spendere ogni mese un dodicesimo di quanto autorizzato. In poche parole, si divide per dodici la spesa del 2019 e ogni mese si può spendere solo questo quantitativo.

Il rischio di un aumento dell’Iva

La prima conseguenza sarebbe quella di un aumento dell’imposta sul valore aggiunto: secondo quanto previsto dalla legge di bilancio 2018 l’Iva ordinaria passerebbe dal 22% al 25,2% e quella agevolata dal 10% dal 13%. Per evitare l’aumento dell’Iva l’esecutivo in carica dovrebbe trovare 23 miliardi di euro e approvare un decreto legge – da sottoporre però anche alla Commissione Europea – per sospendere le clausole di salvaguardia.

Si torna al voto? Cosa cambia su pensioni, reddito e 80 euro

Diverso il discorso per reddito di cittadinanza e quota 100. Come abbiamo già spiegato, il sussidio targato M5s è una misura strutturale e non temporanea e per eliminarlo servirebbe una legge ad hoc. La riforma delle pensioni è stata invece introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021, ma anche in questo caso il provvedimento non dovrebbe subire variazioni. Spetterà poi al governo in carica tra due anni decidere se rinnovare o meno la misura.

Sul tavolo c’è anche il “superamento” degli 80 euro che la Lega avrebbe voluto trasformare in una decontribuzione. Va da sé però che se si andasse in esercizio provvisorio tutto verrebbe rimandato all’approvazione della legge di bilancio.

Insomma, per quanto riguarda pensioni, 80 euro e reddito di cittadinanza non ci dovrebbero essere brutte sorprese. L’aumento dell’Iva potrebbe invece mettere in seria difficoltà le fasce sociali meno abbienti: secondo Confercenti la mannaia sui consumi costerà mediamente 687 euro l’anno a famiglia.

Crisi di governo, il secondo scenario

Il secondo scenario è che si vada a votare il prima possibile e che il nuovo governo riesca a varare la legge di bilancio. I tempi in realtà sono strettissimi: il disegno di legge di bilancio va presentato alle Camere prima del 20 ottobre, ma entro il 15 ottobre il documento programmatico di bilancio va inviato alla Commissione europea. La finanziaria deve poi essere votata e approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre.

Se il governo riuscisse a insediarsi tra fine novembre e inizio dicembre avrebbe forse il tempo di approvare una manovra-ponte per scongiurare l’aumento dell’Iva e finanziare le spese indifferibili.

Sembra infatti difficile che in così poco tempo l’esecutivo possa affrontare questioni complesse come la riforma fiscale, il taglio delle tax expenditures o il superamento degli 80 euro. La caduta del governo gialloverde rischia inoltre di lasciare in sospeso una serie di provvedimenti che stavano per vedere la luce come la legge sul salario minimo e le chiusure domenicali, misure molto care ai 5 Stelle che con l’esecutivo che affonda verranno quasi certamente accontonate.

Fonte: Today.it

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1 COMMENTO

  1. Purtroppo non arrivo adesso a fine mese… Se tolgono gli 80 euro + l aumento dell Iva significherebbe andare a vivere in un auto… poveri noi italiani….

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