Salerno perde un altro pezzo storico del mondo del commercio

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Quarant’anni di attività e una saracinesca abbassata, definitivamente. E’ questa ormai la situazione del commercio nella città di Salerno. Da tempo infatti, i commercianti lamentano la mancanza di iniziative mirate a ripristinare il settore del commercio nella città capoluogo e a riportare in vita la movida. Lo scrive Le Cronache in edicola venerdì 6 settembre

Ad oggi, la lista degli esercizi commercianti che hanno definitivamente chiuso i battenti è lunga, troppo lunga. Solo pochi giorni fa, a dire definitivamente addio al mondo del commercio un altro pezzo storico della città di Salerno

“Arte afroasiatica”, noto negozio di oggettistica di via Procida- nel cuore del centro storico cittadino – dopo 45 anni di attività chiude i battenti. Alla base della scelta, seppur sofferta, del titolare Franco l’impossibilità di reggere il carico di tasse costretto a versare allo Stato, a fronte di introiti sempre più bassi, anche a causa dilagante moda del commercio online che sembra aver ormai conquistato il cuore di tutti gli italiani che preferiscono acquistare su internet piuttosto che recarsi personalmente in un negozio.

Ancora una volta, dunque, Salerno perde un pezzo storico che ha caratterizzato il commercio, a causa delle tasse troppo alte che costringono i titolari ad abbassare definitivamente le saracinesche. La notizia ha presto fatto il giro del web, suscitando – ancora una volta – amarezza tra i salernitani che credono sia ormai giunta la fine del commercio, in città.

Solo pochi giorni fa, a insorgere il comitato di via Settimio Mobilio che lamentava la presenza di troppi esercizi commerciali in una zona che sembra ormai essere solo di passaggio senza più alcuna possibilità di sopravvivere per i commercianti salernitani che sperano in un futuro migliore.

Fonte le Cronache del 6 settembre 2019

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13 COMMENTI

  1. Perché queste iniziative dovete farle sempre e solo lì? Esistono anche altri luoghi adatti per svolgere eventi interessanti. I commercianti esistono solo a salerno centro? A me sembra che soffrano tutti.
    Così come stanno chiudendo nel centro, così chiudono anche in periferia (solo che qui nessuno se ne preoccupa, per non dire altro).

  2. Quanta inutile retorica e quanta confusione c’è in questo articolo, che ha solo il pregio di date una notizia, triste davvero, ma solo una notizia. Cosa c’entra la movida (intesa come sballo notturno) con il commercio? Sono due fenomeni economici opposti tra loro, con esigenze diversissime. Si cita la pressione fiscale eccessiva dello stato ma questa è una questione che riguarda il governo nazionale. Si parla di internet e Amazon ma questo è un problema planetario non di Salerno e basta. La confusione non aiuta, non spiega e non fa capire. Meglio concentrarsi con analisi mirate. Meglio puntare chiaramente l’attenzione sulle precise responsabilità (non tanto limitate) dell’amministrazione comunale. Meglio discutere di misure adeguate e precise, affrontare problematiche concrete e affrontabili piuttosto che lasciarsi andare, come la totalità dei commenti, a inutili e farneticanti lamentazioni sui massimi sistemi.

  3. Ma che articolo strappalacrime, se i negozi chiudono è perchè non hanno acquirenti, quindi non servono a niente, e i negozi che vendono su internet sono esattamente gli stessi che vendono fuori da internet. Siamo nel 2019, questa spazzatura nostalgica e retrograda è durata anche troppo. Chiudete, chiudete pure, al posto vostro aprirà qualcuno migliore di voi.

  4. Unica soluzione é bloccare le vendite su internet 1 anno, politici che leggete datevi da fare.

  5. Nelle grandi città ormai gli unici negozi destinati ad “esistere” sono e saranno solo supermercati, bar, gelaterie, tabacchi, parrucchieri e barbieri (senza fatture e falsi poveri ovviamente), ristoranti. Se si vuole fare commercio di elettrodomestici o abbigliamento serve aprire uno store dei grandi marchi Expert,Euronics ecc. oppure di nomi famosi di abiti Gisalfa,Bata ecc. E’ finito il tempo del piccolo negozietto, fatevene una ragione!

  6. Non credo che, in questo caso, sia una tragedia. Ipotizzando che il titolare abbia aperto l’esercizio commerciale all’età di 25 anni e trascorsi 45 anni di attività, mi sembra anche il caso che a 70 anni vada in pensione. Non è neppure scontato che, se ci fossero dei figli, qualcuno avrebbe dovuto seguire necessariamente le orme del padre. Invece di gridare alla “catastrofe del commercio” auguro al titolare un sereno pensionamento e un meritato riposo.

  7. Fino a quando farete aprire centri commerciali e non si incentiva le aziende ad aprire nel territorio ce ne saranno tante altre di saracinesche chiuse

  8. L’unica salvezza per i cd negozi di vicinato è la qualità e l’esclusività di ciò che si vende. Se proponi prodotti che puoi anche acquistare a metà prezzo, on-line, sei finito

  9. E ti illudi che magicamente i soldi saltino fuori dal mio portafogli? Devi essere un astutissimo commerciante, di quelli che vorrebbe far pagare la prova dei propri capi a chi non acquista. Il problema non è internet, i problemi sono la maleducazione, scortesia e scarsa preparazione di certi commercianti, unita ai pochi parcheggi, agli affitti altissimi e alle tasse fuori da ogni logica.

    Per la prima non c’è soluzione ahimè, per gli affitti tempo pochi mesi e crolleranno di brutto, con buona pace di chi ancora vorrebbe speculare come se fossimo negli anni ’80; su tasse e parcheggi, se i salernitani hanno imparato la lezione, si risolverà quando ci sarà una nuova amministrazione, di un altro colore. Altrimenti amen, sono pronto a fare il fagotto e andr via

  10. tra poco ci saranno pizzerie e pub sotto ogni palazzo così si crea la vera (dis) occupazione.
    Città in agonia e pensano a costruire ancora centri commerciali.

  11. Un grande nodo di ripresa sarebbe il riassetto dei fitti dei negozi, a Salerno sono da mille e una notte, ma la pacchia sarà per finire …..cari proprietari di rendite gonfiate iniziate a dimezzare le richieste ……tanto è questione di tempo…..più negozi sfitti….più i prezzi crolleranno….è matematico……qualche viaggetto in meno qualche sparata in meno e vai ….per il comune ……determinate attività che sporcano di più ….ristoranti, pizzerie, bar, gelaterie, rosticcerie ….dovrebbero pagare una tassa sui rifiuti maggiore ……così almeno ripagano l’immondizia che generano senza preoccuparsi minimamente……basta vedere lo schifo attorno alla galleria Capitol.

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