Disinnesco bomba: operazione delicata dell’Esercito, ecco perchè

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E’ stata conclusa con successo l’operazione di disinnesco di una bomba d’aereo risalente alla seconda guerra mondiale. La delicata “missione” è stata condotta da un team di artificieri dell’Esercito e ad essa hanno partecipato, inoltre, circa 500 unità delle Forze dell’Ordine, Croce Rossa, uomini della Prefettura e del Comune di Battipaglia oltre ai volontari della Protezione Civile Regionale.

I militari del 21° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” di Caserta hanno neutralizzato l’ordigno che era stato trovato durante delle operazioni di scavo in un’azienda privata in località Spineta. Si trattava di una bomba d’aereo modello GP di fabbricazione inglese dal peso di 124 kg contenente circa 30 chili di esplosivo.

Le caratteristiche della bomba hanno imposto che l’intervento fosse svolto necessariamente sul luogo del ritrovamento in quanto un congegno anti rimozione ne impediva il trasporto per le operazioni di brillamento comportando quindi l’adozione di una serie di misure di sicurezza necessarie a garantire l’incolumità della popolazione.

Le operazioni sono iniziate già nei giorni precedenti all’attività con lo sgombero dell’Ospedale locale e con delle opere di trinceramento dell’area interessata. Dall’alba di domenica invece è iniziata la fase operativa con l’evacuazione di 36mila persone (oltre la metà della popolazione) ricadenti in un raggio di 1600 metri.

Sono stati sospesi i servizi essenziali quali l’erogazione del gas e dell’energia elettrica, nonchè lo stop della circolazione stradale e ferroviaria ricadenti nella “zona rossa”. Il Comune dal canto suo ha predisposto 3 strutture di accoglienza con punti di ristoro per i cittadini evacuati.

L’attività di sminamento è disinnesco si è articolata in 4 fasi:

1) nella prima fase gli artificieri grazie all’ausilio di attrezzature tecniche hanno praticato un foro sul corpo dell’ordigno;

2) nella seconda fase si è proceduti alla “lisciviatura”, ossia allo svuotamento dell’esplosivo tramite getto d’acqua;

3) nella terza fase l’esplosivo estratto è stato bonificato tramite combustione libera;

4) nella quarta fase si è proceduti al brillamento della spoletta con l’ausilio di una carica esplosiva.

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