Assegnazione lavori dragaggio porto Salerno. Cgil: “Notizia positiva”

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“E’  trascorso un anno dal rilascio del nulla osta da parte del Ministero dell’Ambiente e finalmente apprendiamo con soddisfazione la notizia dell’assegnazione dei lavori di dragaggi nel porto di Salerno”. Lo scrivono in una nota Vincenzo D’Agostino Responsabile Dipartimento Porto Filt Salerno, Arturo Sessa Segretario Generale Cgil Salerno e Gerardo Aprino Segretario Generale Filt Salerno.

“Riteniamo che opere come il dragaggio del fondale siano assolutamente indispensabili per limitare il fortissimo danno economico strutturale, derivante dall’impossibilità di attracco per navi commerciali e da crociera di grandi dimensioni.

E’ necessario riqualificare rapidamente ed adeguare l’infrastruttura portuale per far fronte al “gigantismo navale” e preservare la competitività dello scalo; un porto incapace di ospitare mega navi è un porto che rischia di essere emarginato negli schemi commerciali, di fatto, ad oggi, il porto di Salerno è inadoperabile attestando una perdita dei traffici containers intorno al 20% e di merci alla rinfusa intorno al 10%.

In più l’opera di pescaggio permetterà alle navi da crociera, che adesso attraccano nel Porto Commerciale, di spostarsi alla “Stazione Marittima”, favorendo da un lato detta struttura, peraltro ancora inutilizzata, e permettendo, dall’altro, l’ingresso di navi merci al molo 8.

Continueremo – continua la nota – a tenere alta l’attenzione affinché quest’opera si realizzi in tempi brevi, poiché si tratta di un progetto strategico ed una grande opportunità occupazione per tutto il territorio salernitano perché le infrastrutture sono il motore dello sviluppo”.

 

 

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3 COMMENTI

  1. Hai voglia di dragare! Un porto senza collegamento alle direttrici ferroviarie e relegato in un angolo angusto tra monti e mare è destinato a morire. Invece di continuare a sperperare denaro pubblico, si provveda alla sua delocalizzazione, con ampio retroterra e linea ferrata.

  2. Indubbiamente la mancanza di una linea ferrata che colleghi il porto con il corridoio ferroviario tirrenico rappresenta un condizionamento di notevole entità, già ora e ancora di più quando potranno attraccare navi di grosso tonnellaggio.
    Da oltre quindici anni vado rappresentando la gravità di questa lacuna. Non sembra però che si voglia affrontare il problema con la dovuta serietà.
    Quanto alla delocalizzazione, sarebbe un’impresa “titanica” per le numerose implicazioni ad essa connesse. Forse 60-70 anni l’operazione sarebbe stata fattibile con minori impedimenti.

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